Verso mezzanotte
veniamo svegliati da delle urla agghiaccianti sulle scale, non capiamo bene
quello che dicono, poi arrivano altre persone per assicurarsi che vada tutto
bene, vogliono chiamare la polizia, poi sembra calmarsi il tutto. Il chiacchiericcio va avanti fino alle 2 di notte.
La sveglia suona alle
3, facciamo colazione con the e biscotti
e finiamo la pasta avanzata dalla sera prima. Ci vestiamo per la corsa,
io ho un intimo lungo e caldo, dei pantaloni al ginocchio, una canotta
traforata da ciclismo, una maglia a maniche lunghe, la solita maglia a maniche
corte con grosse tasche sul petto, 2 buff guanti e calze con le dita. Prima di
mettere le calze eseguo la procedura che mi ha indicato la podologa, prima
polvere per asciugare bene i piedi, poi gel di protezione sulle e tra le dita,
serve per non far rimanere umidità. Crema idratante sulle piante e sui talloni.
Siamo pronti? SI!
Azz. Però sono le 3:45
è meglio che ci sbrighiamo. Prendiamo la macchina e impostiamo il navigatore.
Non so come, ma ci fa fare un’altra strada. A due chilometri dal luogo di partenza
Sorpresa?! La strada è chiusa e dobbiamo tornare indietro fino a Leuven per
cambiare strada.
Acceleriamo un po’ e
dei flash mi segnalano che ho preso una multa, iniziamo proprio bene.
Arrivati alla partenza
alle 4:15, sono già partiti da 15 minuti, vediamo in lontananza le luci degli
ultimi. Posiamo le borse e TIM (l’organizzatore) mi chiede se ho preferito
dormire un po’ di più, poi ci accompagna alla partenza.
Iniziamo
corricchiando, la strada è lunga ma non vorremmo essere proprio gli ultimi.
Dopo 4 / 5 chilometri
iniziamo a raggiungere gli ultimi concorrenti che stanno camminando (la faranno tutta
camminando).
Il tracciato è
segnalato bene, dove c’è un bivio ci sono le frecce che ti indicano dove
andare, comunque abbiamo anche il GPS con la traccia.
Arriviamo al primo CP1
(Bierbeek) 19,2km alle 6:41 (2h 30min.). il CP è all’aperto e la temperatura è
vicina agli 0 gradi. In compenso il CP è ben fornito di alimenti e bevande
calde e fredde.
Ci fermiamo poco,
anche perché fa freddo.
Proseguendo da questo
CP attraversiamo prima un paesino e poi ci addentriamo nelle campagne su strade
bianche dove tira un vento frizzante.
Dopo un radar
satellitare entriamo in una foresta e, dopo dei brevi Sali/scendi arriviamo al
CP2 Precot, situato in un campo sportivo 41,9km alle 10:08 (6 ore).
C’è molto da mangiare
in questo CP, ma sempre all’aperto, la struttura al chiuso è dedicata per chi ha dei problemi.
Mangiamo del buon
brodo di verdure e 2 piadine arrotolate con prosciutto.
Ripartiamo e subito
incontriamo molto fango, a dire il vero dovendo aggirare il laghetto e il fiume
Dyle ci imbattiamo in un vero e proprio acquitrino, per 6 chilometri fango che
ti arriva al polpaccio e nessuna possibilità di evitarlo.
Arriviamo così al
campo sportivo di Ottenburg dove si trova il CP3 61,3km alle 13:25 (9 ore)..
Anche qui mangiamo voracemente, sembra che sia da settimane che non mangiamo.
Ripartiamo e, dopo 6/7
chilometri, ci troviamo in alcuni campi
dove il sentiero si è trasformato in un fiume di fango. Riusciamo,
scivolando non poco a passare questo tratto.
Ripartiamo sempre nel
fango e in 20 chilometri arriviamo al CP4 di metà percorso Roosemberg (che è
anche il punto di partenza e di arrivo della gara) 81,5km. Sono le 16:54 e
siamo riusciti ad arrivare fino a qui senza dover riaccendere la pila frontale.
Ci fermiamo un’oretta
perché ci sistemiamo per affrontare la seconda parte del percorso di notte.
Mi cambio
completamente i vestiti, le scarpe però le tengo, mi sto trovando proprio bene
con le Altra, non mi fanno male e stranamente sembrano asciutte dentro.
Metto
il gel tra le dita dei piedi e la crema dalle altre parti. Mangiamo un riso
piccante con carne e peperoni, beviamo una birra, mangio anche un panino col
prosciutto e formaggio.
Quando ripartiamo dal
CP sono le 18. Abbiamo già la pila frontale accesa e ci imbattiamo nella
partenza della 80 miglia walk. Tim (l’organizzatore) ci fa passare e poi dopo
poco da il via.
Anche se è una walk
molti iniziano correndo e ci superano senza problemi (tanti poi li recupereremo
lungo il percorso).
La seconda metà del
percorso è semplicemente lo stesso fatto all’andata solo che al contrario, in
senso antiorario.
Conosciamo già il
percorso e sappiamo cosa ci aspetta, solo che col buio diventa più complicato
mettere i piedi nei posti giusti.
Al CP5 Ottenburg arriviamo alle 21:24, hanno acceso un
falò per riscaldare i concorrenti.
Il livello di energia è diminuito in modo
evidente in questa seconda parte, anche a causa del buio e della nebbia che
riducevano la visibilità.
Da qui fino al CP7 per me è stata una
sofferenza a causa del sonno, come al solito quando viene buio faccio fatica a
rimanere sveglio; per fare questi 40 km abbiamo impiegato quasi 9 ore.
Grazie alla compagnia di Oriele abbiamo
concluso questa seconda parte con tranquillità, ogni tanto, quando mi
addormentavo camminando, mi richiamava all’ordine e mi faceva destare dal torpore.
Al CP7 (Bierbeek) mi
devo fermare per forza e chiedere per un po‘ gli occhi. Alla fine sto fermo
quasi un’ora con 2 coperte addosso, però mi sono addormentato subito su una
sedia.
Quando ripartiamo sono
le 7:20. Mi sento meglio e soprattutto non ho più sonno. Con passo allegro
andiamo verso l’arrivo e ci impieghiamo meno del previsto, arriviamo alle
10:15.
Quando entriamo nella sala
Roosenberg a Oud-Heverlee siamo accolti da un caloroso applauso da parte dei volontari
e dei corridori ancora presenti.
Saliamo sul palco dove
riceviamo la medaglia da finisher e soprattutto una birra Kerel. Ci offrono
anche un piatto di riso e peperoni con carne o verdure e chiaramente una buona
birra.
Mangiamo e ci laviamo
alla bene meglio in un lavandino, a causa del covid non si possono fare le
docce.
Ora dobbiamo rientrare
in Italia ma per rientrare è obbligatorio fare il tampone. Con l’aiuto di Tim e
sua moglie contattiamo sua sorella che ha una farmacia e così dopo aver
salutato tutti andiamo a farci il tampone.
L’esito è negativo
quindi possiamo rientrare in Italia.
Ogni 2 ore ci diamo il
cambio alla guida così riusciamo anche a riposare. Oriele appena si mette al
posto del passeggero inizia a russare.
Alle 21 circa ci
fermiamo a Berna per magiare qualcosa e sgranchire le gambe.
C’è anche un Burger
King nella piazzola di sosta, ma ci guardiamo bene dal prendere qualcosa, un
panino costa 20 Franchi. Mangiamo quello che è avanzato dal giorno prima, Oriele
un panino col prosciutto e io latte e biscotti.
Arriviamo a casa alle
01.00.
In nessuna frontiera
(Italia, Svizzera, Francia, Lussemburgo, Belgio) ci hanno chiesto e controllato
niente, per fortuna che per entrare in Italia, anche se avevi le 3 dosi, ci
voleva un tampone fatto nelle 48 ore prima…
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Aneddoto:
Un crogiolo di lingue.
Il Belgio ha 3 lingue
ufficiali: Olandese (55%), Francese (36%), Tedesco (2%), e una serie di lingue
non ufficiali: Vallone, Piccardo, Champenois, Lorenese, Yiddish. La maggior
parte degli abitanti ha come seconda lingue l’Inglese.
Io non so parlare nessuna
lingua, ma le mie varie esperienze in giro per il mondo mi hanno permesso di
essere abbastanza disinvolto nell’affrontare le diverse situazioni che si
possono incontrare. Riesco, guardando in faccia la persona che mi sta parlando
e vedendo come gesticola o si esprime, di capire il senso di quello che mi sta
chiedendo.
Ad esempio, mentre
eravamo su una strada ci affianca una macchina e il conducente ci chiede “Welke
race heb je?” E io gli rispondo “it's a one hundred and sixty kilometer
race”. Oriele mi guarda sbigottito e mi chiede come ho fatto a capire che mi
stava chiedendo quanto fosse lunga la corsa; sinceramente non lo so, mi
sembrava così naturale …
Oriele, quando
incontravamo qualcuno sui sentieri che ci salutava, gli rispondeva con le
stesse parole anche se non sapeva di cosa si trattava. Speriamo non siano state
parolacce.