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lunedì 30 gennaio 2023

TRANSPYRENEA 2023

 


LINK: Transpyrenea


Programma:

  • Lunedì 30 luglio: Apertura del Forte 
  • Lunedì e martedì 30 e 31 luglio : Controllo materiale - Controllo calorie - Consegna fogli calorici
  • Martedì 31 luglio  : 16:30 - 18:00 Briefing – Dimostrazione sulla sicurezza
  • Martedì 31 luglio  : 18:30-19:00: Cerimonia delle bandiere
  • Martedì 31 19:00 : Cena
MERCOLEDÌ 1 AGOSTO 10:00: PARTENZA – START



Dal sito:
Ciao , molti di voi mi chiedono se ci sarà un 2°, la risposta è Sì sarà per il 1 agosto 2023 per il Transpyrenea 900 km, l'8 agosto per il Transpy 450 K, l'11 agosto per il Transpy 180 K
Stai attento, devi sapere ...
1/ La Transpy è un viaggio, un mostro e non c'è da vergognarsi a non finirlo la prima volta. Arrendersi fa parte del gioco….
2/ Non c'è un CP ogni 8/10 km… ma ogni 25/30 km
3/ Verrà instaurata una partnership rafforzata con i rifugi
4/ Autoprotezione: sapere come proteggersi e lasciare che la tempesta.
Ci rimettiamo in viaggio cercando di risolverlo, da qui la sponsorizzazione di un Transpy, ovvero il comitato di convalida per essere sicuri che i nuovi iscritti sappiano dove stanno mettendo piede!
Rispondi già “presente” in questo momento, Merciiiiiii, grazie anche ai miei volontari, rispondono tutti presenti e rinnovano la loro fiducia in noi
  È stato un po' magico...questo primo, visto il tempo che ci abbiamo messo a "scendere"...ma bisognava esserci per capire...
No, non torneremo indietro, per fare il classico ultra-trail per te, perché è semplicemente impossibile...per 900 km
e poi non è lo spirito di competizione che cerchiamo...
Fai attenzione a pensare attentamente al secondo perché devi sapere:
SI Manterremo il suo carattere “Wild” Roots “Rustico e selvaggio, il concetto rimane lo stesso
NO Manterremo gli stessi tempi organizzativi, sono più ampi e superiori a quelli della federazione escursionistica!
NO queste non sono barriere temporali e se dovremo adattarle, lo faremo a prescindere dai forum...
Sapendo che si tratta di tempi organizzativi richiesti in prefettura oltre i 17 giorni e non sanzionano barriere e non tagli...
Non ho mai squalificato nessuno in 17 anni... se non per comportamenti scorretti nei confronti dei volontari o comportamenti pericolosi.
Aspetteremo l'ultimo e lo rilanciamo se sarà nelle condizioni fisiche per continuare.
Non sarà ancora Ultra Trail… (chi sa segnare 900 km mi scagli la prima pietra….)
Sì, ci sarà sempre un importante equipaggiamento obbligatorio minimo 6k5g secco
Sì un vero poncho per tutti e ROSSO o GIALLO
Sì, ti chiederemo 7000 Kcal nel sacchetto, questo è quello che hai ingoiato al giorno!!!! Non consiglio la dieta degli anacardi o dell'olio d'oliva.
Sì avrai sempre fame, ti daremo un pasto per CP... e avrai sempre fame...
Sì, la stessa via, il GR 10 con i suoi 65.000 D+
Sì, ci saranno podologi (+), infermieri (+) e protezione civile... ma se non ti tratti tra 2 PC (più di 12 ore), o non ti asciughi i piedi da solo, le nostre squadre lo faranno solo in grado di vedere i danni...troppo tardi e un'armata di podo o la protezione civile non potranno farci nulla
NO non c'è letto, nessun materasso o sul CP solo tende … o negli alloggi, se vuoi un materasso, porta il tuo.
NO non ci saranno bottiglie di plastica o ACQUA – NÉ COCA…. solo acqua del rubinetto o fiume o fontana…. filtro obbligatorio.
Ci sono 1123 negozi e bar lungo la strada...
Sì, rafforzeremo la sicurezza ancora e ancora con persone e un dispositivo e avremo beacon anche se non penso che sia un importante fattore di sicurezza.
SÌ ci saranno sempre persone infelici, alcuni hanno perso la loro avventura... altri hanno avuto l'avventura di una vita ma abbiamo ascoltato tutte le critiche, ci vogliono 4 edizioni per fare la gara perfetta, e quelli che stavano aspettando per la corsa perfetta fin dalla prima, oltre 900 km, non capii il mostro che fosse…. quindi sì ci saranno ancora mancate oltre i 900 km…obbligato!
Il meno possibile, faremo il massimo!
Autonomia e Autoprotezione sono le “parole chiave”, con le quali intendo dire che non dovresti necessariamente fare affidamento sugli altri, o anche sulla tua assistenza se ne hai una.
C'erano 20 CP con pasti caldi, (invece dei 6 previsti, congratulazioni al team per la loro reazione), ma avrai sempre fame... lol
andremo a 20 menu / 20 CP, cioè intorno al 30% penso di cui hai bisogno
Quindi grazie a chi ha provato la partenza, grazie a tutto il team RSO che ha saputo portare “il gregge” verso l'Atlantico, grazie a chi torna finisher o no, ai nuovi arrivati che riprenderanno la partenza .
I nostri (fantastici) volontari dell'organizzazione o anche la tua assistenza sono lì SOLO per aiutarti... a creare la tua avventura.
Metteremo a frutto l'esperienza di questa prima, dichiaratamente imperfetta, per renderla ancora più bella, i gruppi di lavoro sono già in azione...
ma manterremo lo stesso spirito per questo.
Lo ripeto perché molti non ci credevano… ma è e rimarrà la filosofia del RANDO RAID
Hai fatto una cosa enorme… Abbiamo fatto tutti insieme una grande traversata, una grande avventura, un Everest in Francia.

Il GR10

Una filosofia diversa basata sui valori dello sport e della competizione, i valori della montagna e del deserto, ma anche su quelli del pellegrino di St Jacques , o del Grande Viandante Solitario ...

Ecco il GR10,  sono 898 km da un capo all'altro con le sue vere varianti più o meno lunghe.

Le 4 basi vita principali sarebbero, ogni 200/250 km max determinate in base alla partecipazione dei comuni

Il Transpyrenea è una grande escursione che condivideremo con 280 avventurieri in squadre o da soli. Durante tutto il corso dei ravitos e dei posti di blocco saranno disposti, i CP sono disposti agli incroci, nei punti strategici o su alcuni alloggi dei partner.

Attenzione non è previsto un posto letto sul percorso, sugli alloggi che troverete sulla vostra strada, a parte le basi di vita fornite dall'organizzazione, non programmate notti lunghe e comode sareste fuori tempo. Puoi continuare il GR10 da solo ma la nostra organizzazione è presente per 17 giorni, soccorso, tende, cibo, permessi, fornitori di servizi. 

Queste non sono barriere orarie di gara ma ORGANIZZATIVE perché chiudiamo il CP quando esce l'ultimo. Questi non sono tagli ma dobbiamo rispettare una tempistica organizzativa.
Un po' come quando organizziamo un Rando nel fine settimana e il lunedì mattina dobbiamo tornare al lavoro oa casa… lol
Al di là delle date, dobbiamo andare avanti per chiudere un ravito dietro e aprire davanti.

Per avere un'idea del GR10, ecco l'ottimo sito del nostro partner: www.gr10.fr

PAESAGGI E CULTURE

I Pirenei chiamati anche “Grande Barriera” sono un confine naturale tra Spagna e Francia, e collegano il Mediterraneo e l'Oceano Atlantico. È un simbolo, una catena montuosa, con molteplici paesaggi, riserve naturali, foreste e cime tra i 2500 ei 3000 m.

Si sono formate molte valli e passerai dall'una all'altra attraverso il GR 10 e le creste. (questo non è dall'HRP). Incontrerai molti laghi, fiumi e torrenti.

Attraverserai 5 dipartimenti francesi, 3 grandi regioni e un centinaio di città e villaggi!

Scoprirai le culture catalana, ariègeoise, bernese e basca, che insieme formano la cultura dei Pirenei.


Non è una competizione, non è una classifica, ma non ci togliamo il merito di aver raggiunto questa vetta,
di questo Everest in Francia quindi ecco le "Leggende" che hanno completato questa prima TransPirenei... o questa 1a TransOmania.

NESSUNA CLASSIFICA
NESSUN PODIO
NESSUNA CATEGORIA (V1, V2 V3 ETC)
NESSUNA DIFFERENZA DI GENERE (MASCHILE O FEMMINILE)
NESSUNA DIFFERENZA ASSISTENZA/O SENZA ASSISTENZA

Solo una traversata, un momento di eccezionale, enorme fatica….
un Everest in Francia... o altrove 



lunedì 5 settembre 2022

Prendersi cura dei piedi durante una corsa di endurance

Prendersi cura dei piedi durante una corsa di endurance.


Le vesciche aumentano il rischio di lesioni nella pratica della corsa.

Sono spesso responsabili di scarse prestazioni.



Il miglior trattamento = Prevenzione

 

3 settimane prima della gara

Applicazione quotidiana:

Crema idratante, emolliente (es. burro di karitè, olio di girasole o avocado).

Applicare su tutto il piede, anche tra i le dita dei piedi.

 


10 giorni prima della gara

Andate dal podologo per tagliare le unghie correttamente e rimuovere le pellicine i duroni (cheratosi) e i calli.

 



Il giorno della gara

Applicazione di una crema antisfregamento (es. crema Nok) sulle zone di attrito.

Un po’ di crema può essere usata sopra il calzino.

Si possono usare calze con le dita separate.

Ogni tanto (es. check-point, BV) pulire e asciugare i piedi il più possibile; riapplicare la crema; eventualmente cambiare i calzini.

 


Conosci la tua attrezzatura

- Niente scarpe nuove, né troppo vecchie.

- Nessun calzino doppio.

- se usiamo delle solette ortopediche devono essere perfettamente adattate alle scarpe.

 

Curare il piede

1) Ematoma su unghia

  • Disinfettare la parte.
  • Forare l'unghia max 48 ore dopo la comparsa dell'ematoma.
  • Fare un bendaggio compressivo.


2) Vescica

  • Forare con ago e filo per far uscire il liquido e lasciare il filo all’interno.
  • Disinfettare la vescica sia all’esterno che all’interno (es. con siringa).
  • Fare un bendaggio compressivo.


  • Fare un bendaggio compressivo.


domenica 19 dicembre 2021

Bello Gallico 2021 - Gara di corsa su sentieri nella Vallonia (Belgio) - 160km 2000 D+

Bello Gallico 2021 - Gara di corsa su sentieri nella Vallonia (Belgio) 160km 2000D+



Per questa fine d’anno ho voluto riprovare questa corsa. L’ho fatta insieme a Oriele perché dovevamo testarci per la corsa in Spagna di 350km che si svolgerà nella terra di Tarragona in Spagna.

L’abbiamo camminata quasi tutta per vedere come sarebbe stata la risposta delle nostre gambe e devo dire che è andata bene.

Siamo arrivati in Belgio in macchina passando per la Svizzera, Francia, Lussemburgo, Belgio, circa 10 ore passate a discorre del più e del meno.

In Lussemburgo ci siamo fermati per una sosta, per mangiare e per fare il pieno alla macchina perché costa meno (1,3€/L); abbiamo fatto anche il pieno di birre!

Arrivati a Leuven  siamo andati nell’alloggio che avevamo trovato (No Comment) e siamo andati a cercare un supermarket per acquistare cibo per la sera.

Dopo di che siamo andati alla partenza per ritirare i pettorali. Il luogo è De Roosemberg nel Oud-Heverlee un centro sportivo in prossimità di un lago.

Il ritiro dei pettorali è stata una cosa molto veloce, bisognava sostare il minimo possibile nei luoghi chiusi.

Le misure anticovid sono semplici ma funzionali.

·  I CP sono ancora "alla maniera della Leggend"  quindi molto forniti in termini di cure, cibo e bevande. Forniamo a ogni CP qualcosa di salato da mangiare, oltre agli snack. Forniamo panini, zuppe, involtini, hot dog e croques.

·  Per gli escursionisti e i corridori delle 100 miglia, mettiamo a disposizione un vero e proprio checkpoint al coperto nella stanza De Roosenberg. Prendono un pasto caldo qui e trovano la loro sacca e le provviste all'interno.

·  Sugli altri CP chiediamo di stare il più possibile fuori; le provviste (e anche il drop bag in Pécrot) saranno sempre fornite all'esterno. Se per qualche motivo devi/vuoi stare in casa, questo è possibile a condizione che la qualità dell'aria (misurata dai nostri misuratori di CO2) sia sufficiente. Diciamo che se non avevi problemi seri non potevi stare al chiuso.

·  All’arrivo non è possibile farsi la doccia.

Dopo il ritiro dei pettorali siamo andati nell’appartamento per la cena: pasta bistecche e vino.

Abbiamo preparato gli zaini e l’abbigliamento per la partenza. Bene o male i nostri zaini erano pressoché simili,

nello zaino:

  • 2 pile frontali e la luce posteriore lampeggiante.
  • Un cambio completo.
  • Calze, cappello, buff, guanti, solette per le scarpe.
  • GPS, Cellulare e pile di scorta.
  • Un piumino.
  • Scorta alimentare 3 barrette, 1 gel, delle gomme da masticare, 2 borracce con dentro una miscela di Sali ecc. al Mango.

Nella Drop-Bag da lasciare a metà percorso:

  • contenitore di miscela per le borracce.
  • Un cambio completo sia intimo che lungo, calze, cappello, buff, guanti, solette per le scarpe.
  • Bastoncini.
  • Scarpe di scorta.
  • Batterie e un secondo GPS.

Il percorso in breve:

100 miglia inglesi (160 chilometri), partenza alle 4:00 di sabato mattina da Oud-Heverlee, 2500 metri di dislivello, 36 ore tempo massimo di arrivo, sette ristori, bel percorso, molto fango, ottima organizzazione. Il percorso è praticamente un anello di 80 chilometri da fare in entrambi i sensi, orario e antiorario. Per rientrare nei cancelli bisogna andare ad una velocità media di 4,5km/h.



Il percorso era diviso in quattro sezioni da ripetere 2 volte. 

Roosenberg-Bierbeek-Pécrot abbastanza semplice. 

Pécrot-Ottenburg-Roosenberg difficile perché era la parte dove si concentrava tutto il dislivello e la maggior parte del percorso erano fiumi di fango.


Tra Pécrot e Ottenburg c’era un tratto lungo il fiume Deile che, più che un sentiero sembrava un fiume di fango, la gamba affondava fino al polpaccio.










 

Tra Ottenburg e Roosenberg c’era un sentiero stretto trasformato anche lui in un fiume di fango con 100 metri di dislivello, sui due lati un recinto di filo spinato elettrificato che non era il caso di afferrarlo.



Può sembrare una gara facile ma dipende dalle condizioni, temperatura massima 5 gradi, di notte 0 gradi, nebbia e pioggerella tutto il giorno, il sole sorgeva alle 8:00 e tramontava alle 16:30, molto fango e guadi; anche il covid ci ha messo la sua parte, i ristori (a parte quello di metà percorso) erano all’aperto.

Sono proprio queste cose che mi piacciono del Trail, che lo rendono così avventuroso. Camminare, correre, riuscire a tenere un ritmo, decidere se proseguire o riposarsi, sedersi un po’, sentire dolore e proseguire lo stesso, sentire freddo o caldo, non aver fretta ma gestire il tempo. Quando la testa ti dice di fermarti e vedi tutto negativo, tu vai avanti lo stesso, prima o poi il sole sorgerà di nuovo.



L’appartamento che abbiamo trovato si trova in centro a Leuven (Lovanio) a 15 minuti dal luogo di partenza.

Dopo aver ritirato il pettorale rientriamo nell’appartamento per cenare, pasta integrale con sugo piccante calabrese, bistecca di tacchino e vinello bianco. Ha fatto tutto Oriele, io sono un disastro in cucina, mi limito a sistemare il tutto.

Prepariamo gli zaini, e ci sembrano leggeri, scopriremo poi durante la corsa che sono tra i più voluminosi presenti.



Verso mezzanotte veniamo svegliati da delle urla agghiaccianti sulle scale, non capiamo bene quello che dicono, poi arrivano altre persone per assicurarsi che vada tutto bene, vogliono chiamare la polizia, poi sembra calmarsi il tutto. Il chiacchiericcio va avanti fino alle 2 di notte.

La sveglia suona alle 3, facciamo colazione con the e biscotti  e finiamo la pasta avanzata dalla sera prima. Ci vestiamo per la corsa, io ho un intimo lungo e caldo, dei pantaloni al ginocchio, una canotta traforata da ciclismo, una maglia a maniche lunghe, la solita maglia a maniche corte con grosse tasche sul petto, 2 buff guanti e calze con le dita. Prima di mettere le calze eseguo la procedura che mi ha indicato la podologa, prima polvere per asciugare bene i piedi, poi gel di protezione sulle e tra le dita, serve per non far rimanere umidità. Crema idratante sulle piante e sui talloni.

Siamo pronti? SI!

Azz. Però sono le 3:45 è meglio che ci sbrighiamo. Prendiamo la macchina e impostiamo il navigatore. Non so come, ma ci fa fare un’altra strada. A due chilometri dal luogo di partenza Sorpresa?! La strada è chiusa e dobbiamo tornare indietro fino a Leuven per cambiare strada.

Acceleriamo un po’ e dei flash mi segnalano che ho preso una multa, iniziamo proprio bene.

Arrivati alla partenza alle 4:15, sono già partiti da 15 minuti, vediamo in lontananza le luci degli ultimi. Posiamo le borse e TIM (l’organizzatore) mi chiede se ho preferito dormire un po’ di più, poi ci accompagna alla partenza.

Iniziamo corricchiando, la strada è lunga ma non vorremmo essere proprio gli ultimi.

Dopo 4 / 5 chilometri iniziamo a raggiungere gli ultimi concorrenti che stanno camminando (la faranno tutta camminando).

Il tracciato è segnalato bene, dove c’è un bivio ci sono le frecce che ti indicano dove andare, comunque abbiamo anche il GPS con la traccia.

Arriviamo al primo CP1 (Bierbeek) 19,2km alle 6:41 (2h 30min.). il CP è all’aperto e la temperatura è vicina agli 0 gradi. In compenso il CP è ben fornito di alimenti e bevande calde e fredde.



 



Ci fermiamo poco, anche perché fa freddo.

Proseguendo da questo CP attraversiamo prima un paesino e poi ci addentriamo nelle campagne su strade bianche dove tira un vento frizzante.



Dopo un radar satellitare entriamo in una foresta e, dopo dei brevi Sali/scendi arriviamo al CP2 Precot, situato in un campo sportivo 41,9km alle 10:08 (6 ore).

 




C’è molto da mangiare in questo CP, ma sempre all’aperto, la struttura al chiuso è dedicata  per chi ha dei problemi.




Mangiamo del buon brodo di verdure e 2 piadine arrotolate con prosciutto.

Ripartiamo e subito incontriamo molto fango, a dire il vero dovendo aggirare il laghetto e il fiume Dyle ci imbattiamo in un vero e proprio acquitrino, per 6 chilometri fango che ti arriva al polpaccio e nessuna possibilità di evitarlo.

Arriviamo così al campo sportivo di Ottenburg dove si trova il CP3 61,3km alle 13:25 (9 ore).. Anche qui mangiamo voracemente, sembra che sia da settimane che non mangiamo.

Ripartiamo e, dopo 6/7 chilometri, ci troviamo in alcuni campi  dove il sentiero si è trasformato in un fiume di fango. Riusciamo, scivolando non poco a passare questo tratto.




 

 

Ripartiamo sempre nel fango e in 20 chilometri arriviamo al CP4 di metà percorso Roosemberg (che è anche il punto di partenza e di arrivo della gara) 81,5km. Sono le 16:54 e siamo riusciti ad arrivare fino a qui senza dover riaccendere la pila frontale.



Ci fermiamo un’oretta perché ci sistemiamo per affrontare la seconda parte del percorso di notte.

Mi cambio completamente i vestiti, le scarpe però le tengo, mi sto trovando proprio bene con le Altra, non mi fanno male e stranamente sembrano asciutte dentro. 

Metto il gel tra le dita dei piedi e la crema dalle altre parti. Mangiamo un riso piccante con carne e peperoni, beviamo una birra, mangio anche un panino col prosciutto e formaggio.





Quando ripartiamo dal CP sono le 18. Abbiamo già la pila frontale accesa e ci imbattiamo nella partenza della 80 miglia walk. Tim (l’organizzatore) ci fa passare e poi dopo poco da il via.



Anche se è una walk molti iniziano correndo e ci superano senza problemi (tanti poi li recupereremo lungo il percorso).

La seconda metà del percorso è semplicemente lo stesso fatto all’andata solo che al contrario, in senso antiorario.

Conosciamo già il percorso e sappiamo cosa ci aspetta, solo che col buio diventa più complicato mettere i piedi nei posti giusti.






Al CP5 Ottenburg arriviamo alle 21:24, hanno acceso un falò per riscaldare i concorrenti.



Il livello di energia è diminuito in modo evidente in questa seconda parte, anche a causa del buio e della nebbia che riducevano la visibilità.




Da qui fino al CP7 per me è stata una sofferenza a causa del sonno, come al solito quando viene buio faccio fatica a rimanere sveglio; per fare questi 40 km abbiamo impiegato quasi 9 ore.

Grazie alla compagnia di Oriele abbiamo concluso questa seconda parte con tranquillità, ogni tanto, quando mi addormentavo camminando, mi richiamava all’ordine e mi faceva destare dal torpore.



Al CP7 (Bierbeek) mi devo fermare per forza e chiedere per un po‘ gli occhi. Alla fine sto fermo quasi un’ora con 2 coperte addosso, però mi sono addormentato subito su una sedia.

Quando ripartiamo sono le 7:20. Mi sento meglio e soprattutto non ho più sonno. Con passo allegro andiamo verso l’arrivo e ci impieghiamo meno del previsto, arriviamo alle 10:15.



Quando entriamo nella sala Roosenberg a Oud-Heverlee siamo accolti da un caloroso applauso da parte dei volontari e dei corridori ancora presenti.

Saliamo sul palco dove riceviamo la medaglia da finisher e soprattutto una birra Kerel. Ci offrono anche un piatto di riso e peperoni con carne o verdure e chiaramente una buona birra.

 




Mangiamo e ci laviamo alla bene meglio in un lavandino, a causa del covid non si possono fare le docce.

Ora dobbiamo rientrare in Italia ma per rientrare è obbligatorio fare il tampone. Con l’aiuto di Tim e sua moglie contattiamo sua sorella che ha una farmacia e così dopo aver salutato tutti andiamo a farci il tampone.


L’esito è negativo quindi possiamo rientrare in Italia.

Ogni 2 ore ci diamo il cambio alla guida così riusciamo anche a riposare. Oriele appena si mette al posto del passeggero inizia a russare.

Alle 21 circa ci fermiamo a Berna per magiare qualcosa e sgranchire le gambe.

C’è anche un Burger King nella piazzola di sosta, ma ci guardiamo bene dal prendere qualcosa, un panino costa 20 Franchi. Mangiamo quello che è avanzato dal giorno prima, Oriele un panino col prosciutto e io latte e biscotti.

Arriviamo a casa alle 01.00.

In nessuna frontiera (Italia, Svizzera, Francia, Lussemburgo, Belgio) ci hanno chiesto e controllato niente, per fortuna che per entrare in Italia, anche se avevi le 3 dosi, ci voleva un tampone fatto nelle 48 ore prima…

^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*

Aneddoto:

Un crogiolo di lingue.

Il Belgio ha 3 lingue ufficiali: Olandese (55%), Francese (36%), Tedesco (2%), e una serie di lingue non ufficiali: Vallone, Piccardo, Champenois, Lorenese, Yiddish. La maggior parte degli abitanti ha come seconda lingue l’Inglese.




Io non so parlare nessuna lingua, ma le mie varie esperienze in giro per il mondo mi hanno permesso di essere abbastanza disinvolto nell’affrontare le diverse situazioni che si possono incontrare. Riesco, guardando in faccia la persona che mi sta parlando e vedendo come gesticola o si esprime, di capire il senso di quello che mi sta chiedendo.

Ad esempio, mentre eravamo su una strada ci affianca una macchina e il conducente ci chiede “Welke race heb je?” E io gli rispondo “it's a one hundred and sixty kilometer race”. Oriele mi guarda sbigottito e mi chiede come ho fatto a capire che mi stava chiedendo quanto fosse lunga la corsa; sinceramente non lo so, mi sembrava così naturale …

Oriele, quando incontravamo qualcuno sui sentieri che ci salutava, gli rispondeva con le stesse parole anche se non sapeva di cosa si trattava. Speriamo non siano state parolacce.