giovedì 28 gennaio 2021

Sila 3 Vette - V edizione - 5-6-7 marzo 2021

 

dal sito della gara: https://www.sila3vette.com/


Sila 3 Vette 140 km OVS 1947

La Sila3Vette 80km Ultra è un'avventura di 140km  5.500 metri di dislivello.
Il percorso attraversa i villaggi sorti nel 1947 in base alla legge per la valorizzazione della Sila, villaggi in stato di abbandono e per i quali la Sila3Vette vuole essere una provocazione tesa al loro recupero come patrimonio sociale non solo del territorio calabrese. Oggi, quei villaggi rappresentano un valore inestimabile ma che a causa dell'emigrazione molti di questi vengono abitati solo nel periodo estivo da qualche famiglia o associazione religiosa. La traccia ha l'obbiettivo di far passare gli atleti in quei posti per farli ammirare ma anche contestualmente lanciare un messaggio per dare vita ai quei luoghi meravigliosi. Un tracciato aperto a tutti coloro che hanno un discreto allenamento e amano l'avventura. Paesaggi e luoghi non lasciano il minimo dubbio alla bellezza.

BREVE DESCRIZIONE DEL TRACCIATO: 

Partendo dal centro del paese di Camigliatello Silano si sale in direzione delle vette più alte dell'altopiano per poi restare su una media di 1400 metri . I tracciati tengono in considerazione dei dislivelli in base alla categoria per i quali il partecipante ha deciso di competere. Il ritorno per scopi logistici sarà presso il rifugio in località Federici  gestito dall’ associazione a 10 minuti a piedi da centro del paese di Camigliatello, situazione comoda per rientrare presso l’alloggio prescelto . La 80 km è dedicata a chi ama le sfide sulle lunghe distanze e riesce ad autogestirsi per un tempo che varia dalle 15 alle 30 ore. La 40 km è ideale per chi ama la corsa con un po’ d’avventura, contenendo i tempi che oscillano mediamente nelle 8 ore. In  tutti i due casi non bisogna sottovalutare che si tratta  di competizioni nelle neve all’ interno di boschi e zone che durante il periodo invernale restano incontaminate. Pertanto la Sila3Vette è una gara d’avventura e si affronta con lo spirito che contraddistingue tali discipline in stretto contato con solitudine e natura. I Check Point sono gestiti da volontari e strutture pubbliche che offrono spontaneamente  ciò che ritengono opportuno;pertanto, esigenze particolari devono essere gestite in autonomia e con scorte proprie. La Sila3Vette versione turistica parte nella mattina del sabato e si sviluppa nel perimetro di Monte Curcio: si tratta di una piacevole ma non rischiosa attività. Ad modo e in ogni caso in tutti i non bisogna sottovalutare che si tratta tracciati in zone impervie  che variano nella difficoltà a seconda della  neve . Spirito d’avventura e  solitudine a pieno contatto con la natura sono elementi di forza che contraddistinguono il Brand Sila3Vette.

Per la versione Sila3Vette 1947 - 140 km essendo un’ edizione zero il regolamento per  il primo anno non sarà restrittivo; ad ogni modo si tratta di un percorso interamente autogestito con supporto GPS e della TMC360 azienda organizzatrice solo nella fase di partenza o in caso di ritiro. I check point o basi vita saranno case e attività commerciali lungo il percorso individuate dagli organizzatori. Esiste un'area pari a 40 km interamente scoperta da supporto. I dettagli saranno comunicati durante il breafing riservato.


PROGRAMMA

5/03/2021 dalle ore 11:00  Apertura segreteria evento e controllo materiale presso casa del forestiero Camigliatello centro.

                                         

Attivazione procedure anti Covid,controlli,verifiche,registrazione 

Incontro tecnico obbligatorio a gruppi ( con firma delle presenze)  

 

5/03/2021                    Ore 17:30   Saluto delle Autorità/taglio del nastro

6/03/2021                     Sera: programma ludico in via di definizione 

7/03/2021                     Ore 12:00  Premiazione ...programma in via di definizione

                                            

Start Race

Start gara OVS           140 km           5-03-2021     ore 7:00

Start gara Ultra             40 km          5-03-2021    dalle ore 18:30 alle 19:00 

Start gara Challenger : 80 km          5-03-2021     ore 18:30/19:00

Start gara Turist:           5    km          06-03-2021   ore 10:00 

Love a 4 zampe         ( sabato & domenica orario da stabilire in corso d'organizzazione) .


CHECK POINT   

Le strutture potranno variare  fino al mese di dicembre in funzione alle disponibilità degli addetti. A tale proposito riproponiamo il vecchio elenco esclusivamente ai fini informativi.

 Checkpoint   1  Rifugio Monte scuro   ( in quota)                                          km 40/80

                         2  Monte Curcio          ( In quota)                                               km 40/80

                         3  Rifugio Botte Donato ( in quota)                                           km 80

                          4  Hotel  Enam Loc. Lorica                                                         km 80

                          5. Rifugio Carlo Magno                                                               km 80

                          6. Rifugio Ristorante la locomotiva  (zona  San Nicola)         km  80        

                          7. Rifugio Ristorante Antica Filanda ( zona Fallistro)              km 40/80

Per la 140 Km in  resta scoperta una area a per 40 km

In corso di conferma sono : casa privata Villaggio Rovale,locale d'appoggio Località Nocelle,locale d'apporggio Villaggio Cagno,Agriturismo località Neto Ferraro.


ATTREZZATURA  "OBBLIGATORIA/CONSIGLIATA"

 N.1 Lampada frontale + 1 di scorta   

  N.1 lampada a luce rossa ad intermittenza da mettere sullo zaino comunque 

 N .2 Adesivi catarifrangenti da mettere sullo zaino o bicicletta (consigliato)

 N.1 Fischietto

 N.1 borraccia acqua + borraccia vuota

 N.1 GPS Fisico ( No cellulare). Qui verrà inserito il file GPX

 N.1 Bussola analogica (consigliata) per la 80 e 140 km 

 N.1 Telefono cellulare Smartphone  con bacco batteria supplementare

 N.4 batterie ausiliarie per lampade frontali 

 N.1 Coperta o telo termico

N.1 Sacco a pelo invernale -15 zona confort obbligatorio 80 e 140

N.1 Guanti, calze, maglia interna di scorta 

N.3 barrette energetiche o simili ( scorta  minima di cibo  per autosufficenza)

N.2 Buste di plastica da usare in caso di guadi

N.1 Numero di gara messo ben visibile su zaino,slitta,bicicletta,giubbino

N.1 Kit pronto soccorso standard

N.1 coppia ghette da neve  

N.1 Poncho antipioggia consigliato

N.1 Materassino leggero gonfiabile da campeggio 80 e 140 ( consigliato)

N.1 Giacca a guscio con cappuccio e pantaloni antipioggia con membrana impermeabile traspirante con cuciture termonastrate adatti a sostenere temperature rigide ( consigliato)

N.1 Berretto e guanti

N.1  Ramponcini - Bastoncini ( consigliati)

 

Nota:

- NON USARE LUCE AD INTERMITTENZA DURANTE LA GARA, POTREBBE DISORIENTARE I SOCCORSI. LA LUCE INTERMITTENTE VA ACCESA SOLO IN    CASO DI BIVACCO E IN CASO DI NECESSITA’ DI RECUPERO PER EVACUAZIONE.

- Ogni singola  miglioria al materiale descritto nel regolamento è di libera scelta del partecipante.

giovedì 21 gennaio 2021

The Hill We Climb: the Amanda Gorman poem



The Hill We Climb: the Amanda Gorman poem that stole the inauguration show.

When day comes, we ask ourselves where can we find light in this never-ending shade?
The loss we carry, a sea we must wade.
We’ve braved the belly of the beast.
We’ve learned that quiet isn’t always peace,
and the norms and notions of what “just” is isn’t always justice.
And yet, the dawn is ours before we knew it.
Somehow we do it.
Somehow we’ve weathered and witnessed a nation that isn’t broken,
but simply unfinished.
We, the successors of a country and a time where a skinny Black girl descended from slaves and raised by a single mother can dream of becoming president, only to find herself reciting for one.

And yes, we are far from polished, far from pristine,
but that doesn’t mean we are striving to form a union that is perfect.
We are striving to forge our union with purpose.
To compose a country committed to all cultures, colors, characters, and conditions of man.
And so we lift our gazes not to what stands between us, but what stands before us.
We close the divide because we know, to put our future first, we must first put our differences aside.
We lay down our arms so we can reach out our arms to one another.
We seek harm to none and harmony for all.
Let the globe, if nothing else, say this is true:
That even as we grieved, we grew.
That even as we hurt, we hoped.
That even as we tired, we tried.
That we’ll forever be tied together, victorious.
Not because we will never again know defeat, but because we will never again sow division.

Scripture tells us to envision that everyone shall sit under their own vine and fig tree and no one shall make them afraid.
If we’re to live up to our own time, then victory won’t lie in the blade, but in all the bridges we’ve made.
That is the promise to glade, the hill we climb, if only we dare.
It’s because being American is more than a pride we inherit.
It’s the past we step into and how we repair it.
We’ve seen a force that would shatter our nation rather than share it.
Would destroy our country if it meant delaying democracy.
This effort very nearly succeeded.
But while democracy can be periodically delayed,
it can never be permanently defeated.
In this truth, in this faith, we trust,
for while we have our eyes on the future, history has its eyes on us.
This is the era of just redemption.
We feared it at its inception.
We did not feel prepared to be the heirs of such a terrifying hour,
but within it, we found the power to author a new chapter, to offer hope and laughter to ourselves.
So while once we asked, ‘How could we possibly prevail over catastrophe?’ now we assert, ‘How could catastrophe possibly prevail over us?’

We will not march back to what was, but move to what shall be:
A country that is bruised but whole, benevolent but bold, fierce and free.
We will not be turned around or interrupted by intimidation because we know our inaction and inertia will be the inheritance of the next generation.
Our blunders become their burdens.
But one thing is certain:
If we merge mercy with might, and might with right, then love becomes our legacy and change, our children’s birthright.

So let us leave behind a country better than the one we were left.
With every breath from my bronze-pounded chest, we will raise this wounded world into a wondrous one.
We will rise from the golden hills of the west.
We will rise from the wind-swept north-east where our forefathers first realized revolution.
We will rise from the lake-rimmed cities of the midwestern states.
We will rise from the sun-baked south.
We will rebuild, reconcile, and recover.
In every known nook of our nation, in every corner called our country,
our people, diverse and beautiful, will emerge, battered and beautiful.
When day comes, we step out of the shade, aflame and unafraid.
The new dawn blooms as we free it.
For there is always light,
if only we’re brave enough to see it.
If only we’re brave enough to be it.

 

 

The Hill We Climb: la poesia di Amanda Gorman giovane poetessa che ha catturato l’attenzione a Capitol Hill.

Quando arriva il giorno, ci chiediamo dove possiamo trovare una luce in quest’ombra senza fine?
La perdita che portiamo sulle spalle è un mare che dobbiamo guadare.
Noi abbiamo sfidato la pancia della bestia.
Noi abbiamo imparato che la quiete non è sempre pace,
e le norme e le nozioni di quel che «semplicemente» è non sono sempre giustizia.
Eppure, l’alba è nostra, prima ancora che ci sia dato accorgersene.
In qualche modo, ce l’abbiamo fatta.
In qualche modo, abbiamo resistito e siamo stati testimoni di come questa nazione non sia rotta,
ma, semplicemente, incompiuta.
Noi, gli eredi di un Paese e di un’epoca in cui una magra ragazza afroamericana, discendente dagli schiavi e cresciuta da una madre single, può sognare di diventare presidente, per sorprendersi poi a recitare all’insediamento di un altro.

Certo, siamo lontani dall’essere raffinati, puri,
ma ciò non significa che il nostro impegno sia teso a formare un’unione perfetta.
Noi ci stiamo sforzando di plasmare un’unione che abbia uno scopo.
(Ci stiamo sforzando) di dar vita ad un Paese che sia devoto ad ogni cultura, colore, carattere e condizione sociale.
E così alziamo il nostro sguardo non per cercare quel che ci divide, ma per catturare quel che abbiamo davanti.
Colmiamo il divario, perché sappiamo che, per poter mettere il nostro futuro al primo posto, dobbiamo prima mettere da parte le nostre differenze.
Abbandoniamo le braccia ai fianchi così da poterci sfiorare l’uno con l’altro.
Non cerchiamo di ferire il prossimo, ma cerchiamo un’armonia che sia per tutti.
Lasciamo che il mondo, se non altri, ci dica che è vero:
Che anche nel lutto, possiamo crescere.
Che nel dolore, possiamo trovare speranza.
Che nella stanchezza, avremo la consapevolezza di averci provato.
Che saremo legati per l’eternità, l’uno all’altro, vittoriosi.
Non perché ci saremo liberati della sconfitta, ma perché non dovremo più essere testimoni di divisioni.

Le Scritture ci dicono di immaginare che ciascuno possa sedere sotto la propria vite e il proprio albero di fico e lì non essere spaventato.
Se vorremo essere all’altezza del nostro tempo, non dovremo cercare la vittoria nella lama di un’arma, ma nei ponti che avremo costruito.
Questa è la promessa con la quale arrivare in una radura, questa è la collina da scalare, se avremo il coraggio di farlo.  
Essere americani è più di un orgoglio che ereditiamo.
È il passato in cui entriamo ed è il modo in cui lo ripariamo.
Abbiamo visto una forza che avrebbe scorsso il nostro Paese anziché tenerlo insieme.
Lo avrebbe distrutto, se avesse rinviato la democrazia.
Questo sforzo è quasi riuscito.
Ma se può essere periodicamente rinviata,
la democrazia non può mai essere permanentemente distrutta.
In questa verità, in questa fede, noi crediamo,
Finché avremo gli occhi sul futuro, la storia avrà gli occhi su di noi.
Questa è l’era della redenzione.
Ne abbiamo avuto paura, ne abbiamo temuto l’inizio.
Non eravamo pronti ad essere gli eredi di un lascito tanto orribile,
Ma, all’interno di questo orrore, abbiamo trovato la forza di scrivere un nuovo capitolo, di offrire speranza e risate a noi stessi.
Una volta ci siamo chiesti: “Come possiamo avere la meglio sulla catastrofe?”. Oggi ci chiediamo: “Come può la catastrofe avere la meglio su di noi?”.

Non marceremo indietro per ritrovare quel che è stato, ma marceremo verso quello che dovrebbe essere:
Un Paese che sia ferito, ma intero, caritatevole, ma coraggioso, fiero e libero.
Non saremo capovolti o interrotti da alcuna intimidazione, perché noi sappiamo che la nostra immobilità, la nostra inerzia andrebbero in lascito alla prossima generazione.
I nostri errori diventerebbero i loro errori.
E una cosa è certa:
Se useremo la misericordia insieme al potere, e il potere insieme al diritto, allora l’amore sarà il nostro solo lascito e il cambiamento, un diritto di nascita per i nostri figli.

Perciò, fateci vivere in un Paese che sia migliore di quello che abbiamo lasciato.
Con ogni respiro di cui il mio petto martellato in bronzo sia capace, trasformeremo questo mondo ferito in un luogo meraviglioso.
Risorgeremo dalle colline dorate dell’Ovest.
Risorgeremo dal Nord-Est spazzato dal vento, in cui i nostri antenati, per primi, fecero la rivoluzione.
Risorgeremo dalle città circondate dai laghi, negli stati del Midwest.
Risorgeremo dal Sud baciato dal sole.
Ricostruiremo, ci riconcilieremo e ci riprenderemo.
In ogni nicchia nota della nostra nazione, in ogni angolo chiamato Paese,
La nostra gente, diversa e bella, si farà avanti, malconcia eppure stupenda.
Quando il giorno arriverà, faremo un passo fuori dall’ombra, in fiamme e senza paura.
Una nuova alba sboccerà, mentre noi la renderemo libera.
Perché ci sarà sempre luce,
Finché saremo coraggiosi abbastanza da vederla.
Finché saremo coraggiosi abbastanza da essere noi stessi luce.