domenica 30 giugno 2019

ZOOTECNIA E AMBIENTE: QUALI I COLLEGAMENTI? di Giacomo Rovelli


La zootecnia è uno dei settori dell’economia agricola che registra la crescita più rapida. Il bestiame rappresenta il 40 % del valore complessivo della produzione agricola e fornisce mezzi di sussistenza e sicurezza alimentare a circa un miliardo di persone (Carmagnani, 1978).

Il rapporto FAO “The State of Food and Agriculture (SOFA)” evidenzia la necessità di rafforzare l’efficienza nell'uso delle risorse naturali del settore e ridurre l’impronta ecologica della produzione animale. 
L’obiettivo è quello di assicurare che la crescita della produzione non crei un’eccessiva pressione sugli ecosistemi, sulla biodiversità, sul territorio, sulle risorse forestali e sulla qualità dell’acqua, e non contribuisca al riscaldamento globale.
La sostenibilità della produzione zootecnica si connette con molteplici fattori ecologici e sociali, quali: la salvaguardia ambientale, la crescita del reddito e dell'inclusione sociale degli allevatori, il miglioramento delle loro condizioni di lavoro, in particolare in termini di sicurezza, la salute ed il benessere degli animali allevati in termini di resistenza alle malattie ed agli stress e la capacità di adattamento all'evoluzione degli ambienti.
La composizione delle emissioni di gas serra provenienti dall'agricoltura evidenziano la netta prevalenza del metano (CH4, 61%) e del protossido di azoto (N2O, 38%), sull'anidride carbonica (CO2, 1%). Le emissioni dell’agricoltura hanno segnato una riduzione significativa nel decennio 2000-2010 e invece molto più contenuta nei periodi precedenti e successivi (Cicia, 1997).

Dal 1990 al 2013, si è assistito ad una riduzione delle emissioni di gas serra (-15%), ma di più si sono ridotti la superficie agricola utilizzata (SAU -17%) e il numero di capi allevati, soprattutto di ruminanti (bovini -30%, ovini e caprini -22%) (Casieri et Al., 1998).


La zootecnia può svolgere un ruolo importante sia nell'adattamento al cambiamento climatico che nella mitigazione dei suoi effetti sull'uomo. Nel futuro occorrerà sviluppare nuove tecnologie per riuscire a realizzare il potenziale del settore zootecnico, contribuendo alla mitigazione ed all'adattamento al cambiamento climatico mediante migliore capacità di monitorare, segnalare e verificare le emissioni prodotte.

Le moderne strategie selettive mettono a disposizione del miglioramento genetico animale nuove opportunità; i caratteri di interesse sono infatti indagati mediante l’utilizzo di “nuove tecnologie” volte alla lettura del genoma, con lo scopo di accelerare il progresso genetico attraverso il ricorso alla selezione assistita da marcatori molecolari. È così possibile orientare i programmi di miglioramento verso un utilizzo sostenibile delle risorse genetiche animali, con particolare attenzione all'efficienza, all'impatto ambientale, alla sanità e al benessere (Huertas Canen, 2013).
29/06/2019

Dott. Agr. Giacomo Rovelli

venerdì 28 giugno 2019

Wainwrights Lake District Peaks



Paul Tierney è partITO da Keswick al "PICCOLO TROTTO" - solo un altro corridore diretto verso le colline - ma tornò un eroe. 
Aveva infranto il record di una delle più formidabili sfide di ultrarunning: il summit di tutti i 214 di Alfred Wainwrights Lake District Peaks. Coprendo la sfida di 320 miglia in 6 giorni, 6 ore e 5 minuti, Paul ha battuto il record precedente, stabilito da Steve Birkinshaw nel 2014, di quasi sette ore.




Il nome di Paul potrebbe non essere ben noto al di fuori del mondo ultra-running, ma è uno dei migliori corridori ultra-distanza del Regno Unito e aveva programmato questo tentativo meticolosamente da gennaio.

"Perché avevo letto il libro di Steve [l'ex detentore del record Steve Birkinshaw], ho guardato il film numerose volte e ho vissuto e respirato questa sfida per così tanto tempo, non c'erano molte sorprese. Era praticamente come se avessi pensato che sarebbe stato. Sono un grande sostenitore della preparazione mentale per questi tipi di sfide e ho visualizzato una sensazione terribile, affaticata e con voglia di smettere. Quando accade per davvero ti senti come se avessi già affrontato e in grado di affrontarlo di nuovo ", spiega Paul.

Ma ciò a cui non si era preparato erano le emozioni che sarebbero arrivate con il completamento di una sfida così epica, specialmente mentre correva in onore del suo amico e compagno di squadra Chris Stirling, scomparso di recente. "Se c'è stata una sorpresa, è stata l'accoglienza che ho ricevuto a Keswick alla fine. Tra questo e il fatto che stavo indossando il gilet di Chris Stirling per la corsa in città, sono diventato molto emotivo e mi sento ancora così quando ci penso ", dice Paul. Ha raccolto finora £ 25.000 per l'organizzazione benefica MIND, UK.




Abbiamo parlato con Paul tre giorni dopo che aveva finito, ma era ancora, ovviamente, a curare un discreto numero di dolori. "Finora sono stato completamente spazzato via. Ho fatto gare che sono durate 4 giorni un paio di volte negli ultimi 2 anni e sono stato in grado di correre di nuovo entro 24 ore. Ma questa volta ho qualche problema che ha reso la corsa un po 'complicata. Ho anche faticato a dormire per una notte intera e mi sono svegliato con terribili dolori alle ginocchia e ai fianchi. L'altra sera mi sono svegliato dal dolore e ho pensato che stavo salendo su Binsey (una delle colline). 
Mi sentivo assolutamente orribile e mi ci è voluto un po 'per capire che ero effettivamente a letto! "

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AGGIORNAMENTO - GIOVEDÌ 20 GIUGNO (14:05):




Scene incredibili! Sei giorni dopo la partenza di Keswick per iniziare la più fenomenale delle sfide ultra-running, Paul Tierney è tornato oggi protagonista di eroi e record.

L'ambasciatore di inov-8 ha stabilito un nuovo miglior tempo per sommare tutti i 214 picchi di Lake District di Alfred Wainwright in una volta sola. Lo ha fatto in 6 giorni, 6 ore e 5 minuti, rompendo il record di cinque anni di Steve Birkinshaw di quasi 7 ore.

Paul corse e digiunò per circa 318 miglia e scalò l'equivalente ascesa di quattro volte il Monte Everest. Sostenuto su e giù dalle colline da amici e familiari dappertutto, ha combattuto l'esaurimento, la privazione del sonno e ogni sorta di condizioni meteorologiche per prendere il suo posto in questi libri di storia.

Paul ha finito con il gilet del suo amico Chris Stirling, che è morto da poco. Fu salutato sui gradini finali da familiari, amici e Joss Naylor, che fu il primo uomo a dirigere i Wainwright in un circuito continuo nel 1987.




Paul ha detto: "La cosa più difficile è stata sicuramente la mancanza di sonno. Il pezzo migliore stava finendo! Vedere così tanta gente in strada che mi rallegrava, poi salire sui gradini finali con la famiglia e gli amici, aver battuto il record, era più di quanto avrei potuto sperare.

"C'erano stati dei bassi ... volte in cui pensavo di non essere più sicuro di poterlo fare, ma ho continuato a insistere. Quella terribile domenica notte nella tempesta sulle colline intorno a Fairfield, è qualcosa che non dimenticherò. Non vedo l'ora di riposare ora, ma non prima di bere un po 'di birra! "





La foto sopra (di Adrian Hope) mostra Paul che completa la sua sfida sui gradini di Moot Hall, Keswick, mentre la foto qui sotto (di Pete Aylward) mostra Paul in vetta a Helm Crag (vertice numero 88) in condizioni pessime.



martedì 25 giugno 2019

chi sta bene a casa sua non ha nessuna intenzione di trasferirsi altrove

È possibile che siamo capaci di vedere solo la punta dell’Iceberg?





L’Europa guarda con timore ai quei quattro migranti che arrivano con i barconi avendo paura dell’invasione.
Ma secondo voi, se una persona sta bene a casa sua, dove può avere la possibilità di crescere i suoi figli serenamente, gli venga in mente di lasciare tutto e andare verso l’ignoto verso un altro paese?
Ma fatemi il piacere...

Vi siete mai chiesti perché queste persone emigrano?
C’è in atto una deportazione di massa e non c’è ne accorgiamo nemmeno.
Da oltre 10 anni la Cina ha iniziato una invasione silenziosa dell’Africa, prima economica acquistato aziende, terreni e Governi...

Negli ultimi cinque anni gli scambi commerciali tra Cina e Africa sono decuplicati. Se nel 1999 il volume degli scambi era di 5,6 miliardi di dollari, per il 2006 il ministero del Commercio cinese prevede di superare i 50 miliardi di dollari.
Sono ottocento le aziende cinesi presenti in 28 Paesi africani, dove hanno investito 6 miliardi di dollari solo nel 2005 per progetti che vanno dalle costruzioni all'energia, dal petrochimico all'agricoltura. Ma la presenza cinese è molto più articolata e diffusa in tutto il continente. Le relazioni economiche vanno spesso di pari passo con i rapporti diplomatici e i valori crescono in maniera più rapida dei dati aggregati. Ecco una mappa, per forza di cose parziale, della presenza cinese in Africa
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Ed ora anche militare





Se l'Europa procede in punta di fioretto, l'imperialismo di Pechino spadroneggia, avanzando a ritmi incalzanti e con modalità di grande spregiudicatezza. Una penetrazione - ormai - non solo economica e commerciale, ma anche politico-militare
Da formiche.net
Basta osservare alcuni dati e cifre per constatarlo. Due terzi dei Paesi del “continente nero” acquistano armamenti “made in China”. Pechino sta scalzando Mosca dal trono di esportatore numero uno di sistemi d’arma complessi (e “low cost”) nella vastissima, e tormentata, area sub-sahariana. Di pari passo cresce il numero degli addetti militari nelle ambasciate cinesi, già poco meno di una trentina. Quello che – da tempo – era il gigante del “business” (180 miliardi di dollari di profitti, oltre 10 mila aziende attive), si appresta a trasformarsi anche in una sorta di braccio armato dell’Africa. Manovre di “soft power”; partecipazione alle missioni militari sotto egida Onu (la Cina è ottava – nel mondo – come presenza, prima tra i cinque membri del Consiglio di Sicurezza ); sei miliardi di dollari fatturati in vendite di armi “leggere” tra il 2013 e il 2017, coprendo il 27% del mercato locale. Soldati cinesi combattono nei conflitti in atto in territori turbolenti: nella Repubblica democratica del Congo e in quella del Centrafrica, in Sudan e in Sud Sudan, in Nigeria contro i terroristi islamisti di “Boko Haram”. E Pechino si fa beffe degli embarghi militari occidentali in Zimbabwe, Guinea equatoriale e Burundi. Sente di avere le mani libere. In piena guerra civile non ha battuto ciglio nell’installare una fabbrica di armi leggere a Khartum, comportandosi allo stesso modo in Mali e in Zimbabwe. In questo Paese ha giocato un ruolo oscuro durante il golpe militare che ha detronizzato l’anziano – irriducibile – dittatore Robert Mugabe: i suoi blindati erano presenti (e visibili) negli scontri. Assai discutibili i metodi usati, tra affari e diplomazia semi-armata: tutti i contratti bilaterali stipulati nel settore bellico fanno parte di un pacchetto più ampio di “partenariati” economici di sviluppo. Una strategia adottata su scala continentale almeno dal 2015, quando Xi Jinping annunciò un piano di investimenti per 60 miliardi di dollari, che potrebbero salire a cento. Gli interlocutori sanno benissimo che Pechino opera per tornaconto, non per filantropia: prestiti e “sconti” sono strettamente vincolati al rientro delle risorse investite, a tutto profitto delle aziende cinesi coinvolte. Ma i governi africani hanno poca scelta (per colpa della “timidezza” europea e del grafuale calo di interesse di USA e Giappone) e si convincono facilmente anche in ragione delle pratiche corruttive che “condiscono” le offerte cinesi.Da più di un anno è attiva la base di Gibuti, obiettivo la creazione di un corridoio privilegiato di accesso al canale di Suez, una nuova “via della seta”, già agevolata – del resto – dallo stretto rapporto con l’Egitto di Al Sisi. È proprio l’ “hub” nell’ex-colonia francese a issare la Cina al rango di potenza militare globale, con capacità di proiezione oltremare, in una vetrina in cui dominano – probabilmente ancora per poco – le scelte di Washington, Parigi e  Tokio. Altre basi di Pechino potrebbero sorgere in Sud Sudan, in Costa d’Avorio, addirittura in Nigeria. A quel punto gli equilibri internazionali in Africa sarebbero definitivamente stravolti.
http://www.atchuup.com/countries-used-as-dumping-grounds-of-worlds-trash/


CONCLUSIONE
La strategia Cinese non usa la “forza” per mettere in atto questa deportazione di persone improduttive , inutili e anzi fastidiose per i suoi scopi, ma tramite i social, imbonitori, fakenews, governi locali corrotti, “convince” queste persone a trasferirsi nei paesi del bengodi. Facendo questo ha la possibilità di attuare la sua invasione per sfruttare le ricchezze naturali dell’Africa e riempirla del suo Inquinamento.

COSA VUOL DIRE: "AIUTIAMOLI A CASA LORO" SE NON FACCIAMO NIENTE PER AIUTARLI?

venerdì 21 giugno 2019

Canal Vilores - canale Villoresi dal Ticino all’Adda

Pista ciclabile del Canale Villoresi

Ciclovia n°40 della Provincia di Milano

Da Monza al Fiume Ticino quasi esclusivamente in pista ciclabile

#http://www.saltainsella.it/Villoresi_pista_%20ciclabile.htm

Il canale Villoresi prende le acque dal fiume Ticino, in località  Panperduto, nel comune di Somma Lombardo. Dopo aver percorso 86 chilometri,  nelle provincia di Milano e Monza Brianza,  si butta nel fiume Adda  in comune di Cassano d’Adda. 

I lavori di costruzione sono iniziati nel 1881 e si sono conclusi nel 1891 su progetto di Eugenio Villoresi.  Pensato con scopi esclusivamente irrigui, a seguito della crisi delle culture connesse con la produzione della seta, il canale ora permette la distribuzione di acqua in un area di pianura di circa 85000 ettari, per mezzo di una rete che complessivamente raggiunge circa 3000 chilometri.

  

I percorsi, privi di difficoltà, percorribili da tutti e certamente d’interesse, rientra negli investimenti effettuati di valorizzazione delle alzaie dei corsi d’acqua, è inoltre da considerarsi una via di collegamento veloce  tra i vari Comuni bagnati dal canale.

 

Il percorso verso il Ticino ha un interesse prevalentemente connesso al paesaggio agricolo spesso intatto del nord-ovest milanese, il canale costruito ai lati dei piccoli borghi  presenti, consente con brevi deviazioni il raggiungimento dei centri storici di quelle che ora sono piccole cittadine non prive di interesse.

Il percorso verso l' Adda è certamente più urbanizzato ma permette di raggiungere Monza centro o il parco di Villa Reale, con tranquillità e lontano dal traffico, suggestive le cascatelle che si incontrano attraversando la città.  

  

La sezione del sito è stata divisa in due diverse pagine: Canale Villoresi Ovest verso il Ticino e Canale Villoresi Est verso l'Adda, hanno inizio entrambi dal Parcheggio della stazione Ferroviaria di Garbagnate Milanese Parco delle Groane (ex Serenella), la lunghezza totale dei percorsi è di circa 70 Km.  

 

Per ultimo bisogna ricordare che il Canale Villoresi è soggetto a diversi periodi di secca nei quali ovviamente la pedalata perderà di suggestione.

domenica 9 giugno 2019

#21Tapascione di Matteo Corbetta

Il Tapascione. Post 20 di Matteo Corbetta

12 ORE di CURNO
La manifestazione di CURNO è una gara non competitiva molto particolare, nella quale si affrontano Team Composti da 12 Atleti, i quali devono percorrere più giri possibili all'interno di un'ora di corsa.
Qui Tapascione e Podista si incontrano ma le finalità sono ben distinte.
PODISTA
Come l'allenatore della Nazionale di Calcio studia sia i propri Uomini, chi deve attaccare e macinare chilometri chi invece mantenere costante la corsa o limitare i danni come dei buoni difensori, sia gli avversari, combinando i più forti con dei compagni che possano dare filo da torcere. Lo vedi a bordo pista con cronometro in mano che scandisce ritmo e tempi...I gregari lungo il percorso con rifornimenti alimentari e idrici..Il PODISTA è l'ultimo a correre sia perché è la punta di Diamante sia perché deve essere lui a oltrepassare la linea del traguardo per ricevere Gloria e Festeggiamenti.
TAPASCIONE
Come sempre il suo stato psico fisico è indecoroso...Ha bisogno di metà gara per digerire il pranzo della Domenica...Tutti lo superano e dopo neppure 15 minuti ha delle visioni alterate della realtà.. Come un criceto continua a girare attorno incapace di intendere e volere...O meglio l unica cosa ché vorrebbe è smettere di girare in tondo. TUTTO questo girare non aiuta lo stomaco il quale si rifiuta di proseguire già il suo arduo compito digestivo...Per fortuna dopo aver cacciato i soliti RUTTONI ha la forza di proseguire, bagnato in parte dai soffioni ma per lo più dal Sudore che cola da ogni poro..Riconosce il tracciato perché segue le gocce di sudore del giro precedente...I compagni di squadra per stimolarlo promettono leccornie e Litri di Birra.
Dopo 1 Ora e 26 Giri Compiuti il TAPASCIONE può finalmente vivere il suo stato di Grazia: PANINO E BIRRA!!!
Anche questa è fatta..Chiedo Scusa all'Atletica Bottanuco per aver rovinato la loro Prestazione di Squadra.



domenica 2 giugno 2019

padre Armando Carpenedo 02/06/2019

Gesù desidera offrire all’umanità le informazioni e l’energia migliori in assoluto, in modo tale che essa possa godere dell’eccellenza delle vibrazioni della vita. Come informazioni Gesù dona all’umanità le procedure contenute nel suo vangelo, come energia dona la potenza del perdono da chiedere a Dio e da offrire ai fratelli.
Per questo motivo, per il risveglio dell’umanità e la sua evoluzione intellettuale e spirituale, Gesù chiede ai suoi amici di donare e annunciare all’uomo la sapienza delle procedure evangeliche e la potenza dell’amore attraverso il perdono. Questo è il dono di Gesù all’umanità perché possa conoscere la vibrazione della vita di Dio.