domenica 13 ottobre 2013

Trail - Mercantour 2009

comune:
SAN MARTIN DE VESUBIE' (FR)
nome tracciato:
MERCANTOUR 2009


difficolta:
ULTRA TRAIL
 distanza:
120 km
dislivello positivo (m.):
6600 m
dislivello negativo (m.):
6600 m
dislivello complessivo (m.):
13200 m
punti appoggio:
Ristori
localita' partenza:
San Martin de Vesubié
localita' arrivo:
San Martin de Vesubié

Resoconto della corsa:
E' venerdì pomeriggio e sono arrivo a San Martin Vesubié (969 m), un piccolo e caratteristico paesino nel parco del Mercantour che si trova nelle alpi marittime a 80 km a nord di Nizza.
é un posto incredibile, pur essendo un parco di alta montagna (cima più alta in mont Gelas a 3143 m) costeggia il mar mediterraneo, e quindi ha una notevole varietà  di paesaggi, di fauna e flora (con una quarantina di specie endemiche).
La valle delle meraviglie poi è un prodigioso santuario della preistoria e possiede il più ricco insieme d'incisioni rupestri all'aria aperta d'Europa.
Sono qui per partecipare a una gara, un Ultra Trail:
cioè una lunga corsa in montagna in autosufficienza; in questo caso si parla di 80 km e 6000 metri di dislivello positivo da coprire nel tempo massimo di 30 ore.

Arrivo a San Martin alle 16:00 e vado a ritirare il pettorale (n° 440), in totale saremo in 530 partecipanti.
In Francia il movimento del trail è da diversi anni che coinvolge un folto numero di persone (vedi Ultra Trail del Monte Bianco con 5000 partecipanti e 52 nazioni rappresentate), in Italia invece è relativamente giovane ma sta crescendo con un buon numero di gare e partecipanti.

Mi ritrovo con diversi amici conosciuti nelle gare precedenti, bergamaschi, veneti, genovesi, francesi, inglesi, poi con il gruppo degli "orsi" andiamo a mangiare qualcosa assieme.
La sera prosegue tra chiacchiere fino a quando si va  a dormire, chi in tenda, chi in albergo, chi in palestra e chi come me in macchina.
La mattina la sveglia suona alle 2:30 (qualcuno è già  sveglio), ho dormito poco ma mi sento bene. Dopo aver preparato lo zaino, mi vesto, sono indeciso, ma alla fine preferisco un abbigliamento lungo; le previsioni dicono che nel pomeriggio arriverà  una perturbazione con piogge intense, neve sopra i 2400 metri (noi arriveremo a circa 2600) con un abbassamento notevole delle temperature; mai decisione fu più saggia.




Lo zaino alla fine peserà  circa 6 kg così composto:
- camelbak 2L
- barraccia 700ml
- 5 barrette
- 2 gel
- grana a cubetti e noci
- guanti
- calze ricambio
- berretto in polartech
- berretto con visiera
- bandana/fazzoletto per eventuali bendaggi
- maglia maniche lunghe di scorta
- kit medico
- cartina
- GPS
- frontale + pile di scorta
- occhiali da sole
- bastoni
- 2 cordini (per eventuali passaggi su neve)
- giacca antivento
- macchina fotografica
Mentre ero vestito con:
- scarpe in goretex
- calze
- booster
- pantaloni 3/4
- canottiera
- maglia maniche lunghe HH


Alle 3:00 colazione con gli amici e poi tutti al cancello di partenza dove alle 4:00 il conto alla rovescia dà  il via alla gara, i primi 3 chilometri sono su asfalto per non creare ingorghi sui primi sentieri. Quando arrivo sui primi sentieri, mi volto indietro e una fila interminabile di frontali serpeggia sul fianco della montagna, affascinante!
Il sentiero continua a salire mentre le prime luci del giorno che viene fanno capolino da dietro le montagne. 






Una discesa su un comodo sentiero permette di riprendere fiato, poi via di nuovo in salita. Per la prima parte siamo in mezzo a foresti di abeti e larici, si vedono ancora i resti di enormi slavine, si sale ancora e i boschi si diradano. 


Si arriva così a Millefont il primo ristoro dopo 15 km a 2017mt (1450m D+ / 385m D-). Acqua, te e coca da bere, pezzetti di formaggio, banane e frutta secca da mangiare. Proseguiamo in salita verso il col de Barn (circa 2500mt) e incontriamo stupendi laghi alpini. 


Dal colle scendiamo nella valle d Barn, la prima parte è su neve (ne calpesteremo molta) poi su sentiero nel bosco. Una breve risalita di 200 mt e quindi di nuovo in discesa fino al secondo ristoro a Boreon dopo 15 km a 1522mt (650m D+ / 1125m D-).



Ahi ahi, si è accesa la spia della riserva, sembra che le forze mi abbiano abbandonato improvvisamente (l'allenamento è quello che è, 5 ore a settimana e qualche lungo, max 35 km).
Mi fermo un po' più a lungo, mi siedo, cerco di mangiare e bere ma non va giù niente. Vedo qualcuno che si ritira, tanti mi passano davanti e dopo circa 15/20 minuti decido di proseguire.


Questa prima parte si svolge lungo il fiume Vesubié, quindi si risale il lato sinistro della montagna costeggiando le cascate di Peirastreche. Si arriva ai pianori superiori di Peirastreche dove un ponte riporta sul lato destro della valle e da qui si segue il sentiero che porta ai laghi di Trecolpas poco prima di arrivarci inizia la neve e continua fino al "Pas des Ladres" 2548m. sembra lontanissimo il passo e una lunga fila di persone sta salendo, mi fermo qualche volta per recuperare le forze.





Arrivati al passo si scende ancora su neve con l'aiuto di una corda nella vallone de Fenetre e continuando in discesa un po' su neve e su sfasciumi si arriva al rifugio "Madone de Fenetre" 40 km 1903mt (1076m D+ / 700m D-).


Arrivo cotto ma felice di essere arrivato a metà  del percorso, il cielo sta rannuvolando, devo decidere se fermarmi o continuare.
Oltre ai soliti alimenti qui c'è anche della pastina molto salata, a casa la butterei, qui ne mangio due porzioni e mangio anche dei panini con paté. C'è anche un settore di fisioterapia, dove fanno dei massaggi, mi sdraio e 2 ragazze mi massaggiano gambe e piedi per 15/20 minuti, quasi mi addormento.


Riempio il camelbak e riparto, certo non con vigore, ma con la voglia di continuare.
Di fronte al rifugio inizia il sentiero che porta nel vallone del Pontal, prima per un bosco di larici che man mano che si sale diventano più radi fino ad arrivare al Baisse des cinq lacs 2330mt, poi fino ai lacs de Prals 2260mt ed ancora in discesa verso i plan de Prals 1823mt. Oramai i ritmi delle persone che ci sono in corsa si sono stabilizzati, quindi raramente si sorpassa qualcuno. Bisogna risalire a un altro passo, il Baisse de Prals 2335mt, quindi immettendosi nel vallone de Gaurtreus si scende nel paesino di San Grato e quindi al quarto ristoro a "Relais des Merveilles" 1522mt.
La prima parte la percorro abbastanza tranquillamente fino al plan de Prals dove il cielo completamente coperto da nuvole inizia a scaricare acqua e grandine. Mi copro bene per la pioggia e perché inizia a soffiare un vento gelido e aumento anche il passo per arrivare nel più breve tempo possibile al ristoro.

Dopo più di un'ora sotto la grandine e con i piedi a mollo arrivo a Relais, sono zuppo e infreddolito, penso proprio sia meglio ritirarsi, intanto mi rifocillo ancora con il brodo caldo e salato. Qui vedo una cosa che mi lascia un po' perplesso, alcuni concorrenti si sono fatti dare de sacchetti dell'immondizia per ripararsi dal freddo e dall'acqua per continuare la corsa; ma allora vuol dire che non avevo il minimo materiale obbligatorio. Con che testa si può andare in montagna senza almeno la minima attrezzatura? Come si può ripararsi dal freddo con un sacchetto dell'immondizia?

Mentre sto pensando su come ritirarmi un raggio di sole sbuca tra le nuvole (poi non lo vedremo più fino al giorno dopo) dura solo qualche minuto, ma è ciò che basta per ridarmi coraggio e forza, mi metto i vestiti asciutti che avevo nello zaino, lo risistemo e riparto per il tratto più impegnativo della corsa, una risalita di 1300mt. 

Inizio a correre come se avessi appena iniziato e arrivo velocemente superando diversi concorrenti al bivio per la cima delle Vallette de Prals 2450mt, è una salita continua che non da riposo, ma la salgo con ritmo costante. Dopo aver scollinato inizia un sentiero che prima a mezza costa e poi per il vallone de Prals riporta al rifugio "Madone des Marveilles" 68 km 1903mt ultimo ristoro.

Di nuovo mi alimento e mi faccio fare i massaggi, le ragazze mi chiedono se ho preso il vizio, magari!!!
Dopo 30 minuti riparto.

Quest'ultimo tratto non è una vera e propria montagna, ma piuttosto una serie di piccole cime che rischiano di essere delle vere e proprie spacca gambe dopo 70 km.
Dal rifugio si segue il sentiero che si dirama dopo 500mt sulla destra e s'innalza in traverso passando per il vallone de Pounche. Continuare fino alla cima di Pisset dove inizia la cresta che porta al passo de Roubines e poi al monte Piagu dove inizia la lunga discesa che, passando per il colle de Confignol arriva  a San Martin Vesubié 13,5 km 969mt  (560 D+ / 1495 D-).
Sono circa le 20:00 ed è già  buio, in cima ai monti si vedono i lampi della seconda ondata di maltempo. Cerco di correre abbastanza velocemente per anticipare il brutto. Mi sento bene ed ho preso un bel ritmo, sorpasso diversi concorrenti. Alla cima di Pisset scendono le nuvole e la visibilità  si riduce notevolmente, ogni tanto qualche bagliore causato dai fulmini illumina la cresta. Il sentiero è segnato con delle balisse (catarifrangenti posizionati ad una distanza di 100 mt) che però, visto la visibilità  si vedono solo ogni tanto. Cerco di procedere con testa e mirando la balisse più lontana che posso vedere vado in quella direzione fino a vederne altre, una ventina di concorrenti superati in questo tratto mi seguono perché non sanno dove andare. Arrivo così al Piagu e mi accorgo del posto di controllo solamente quando arrivo a 4 metri, e avevano acceso un falò!  Inizia la discesa per la prima parte su pratoni inclinati dove la traccia si vede a mala pena, cerco di stare sulla dorsale fermandomi ogni tanto per scorgere qualche balisse. La discesa continua su rocce e poi finalmente si arriva al bosco dove finiscono le nuvole e si può seguire più tranquillamente il sentiero. Qui so che le persone che mi seguono non potranno più perdersi quindi aumento la velocità , e arrivo a San Martin dove lascio passare Gabriele una ragazza tedesca che non mi ha mollato dalla cima del Piagu;arriviamo alle 23:32 dopo 19h 32m 37s in 232 posizione, sono felice e soddisfatto di aver portato a termine questo stupendo trail.
Purtroppo una bruttissima notizia mi raggiunge domenica pomeriggio quando ho raggiunto i miei famigliari al mare, a causa del brusco abbassamento delle temperature e della neve caduta, tre concorrenti francesi che hanno percorso l'ultimo tratto 2 o 3 ore dopo di me si sono persi e sono morti per ipotermia. Erano Christine, Philippe e Hervè.
Non voglio aggiungere altro...
una bellissima festa si è trasformata in tragedia...

un abbraccio a Christine, Philippe e Hervè
un abbraccio alle loro famiglie
Roberto

Trail - CCC 2008 la mia prima Ultra

comune:
CHAMONIX - COURMAYEUR - CHAMPEX
nome tracciato:
CCC 2008
difficoltà:
ULTRA TRAIL
 distanza:
98 km
dislivello positivo (m.):
5600 m
dislivello negativo (m.):
5600 m
dislivello complessivo (m.):
11200 m
punti appoggio:
Ristori
località partenza:
Courmayeur
località arrivo:
Chamonix



Resoconto della corsa:
E' venerdì 29 agosto 2008 e sono arrivato a Courmayeur (1220 m) per la partenza della CCC NorthFace Ultra Trail di 98 km e 5600 m di dislivello positivo.
Ho passato l'ultima settimana a Chamonix in un ambiente molto particolare, tanti, tantissimi corridori (ultratrailers, atleti e gente normale). 

Mi piace molto questa città sembra sempre di essere ad una festa, alpinisti, runners, bikers ecc. 
Sono qui con la moglie ed i figli per le ferie, abbiamo arrampicato, visito l'aiguille du Midi ed alcuni rifugi.
La mattina alle 7:00 parto con la famiglia alla volta di Courmayeur dove faremo la colazione (in effetti in Francia il caffè non È buono).
Sono un po' agitato come del resto tutti gli altri; siamo oltre 2000 runners, l'ambiente sa di festa, si ride, si scherza, si pensa, ?! 
quando si avvicina la partenza le facce si fanno più serie.
Siamo pronti! il conto alla rovescia 3, 2, 1 VIA e si parte; l'adrenalina È alle stelle!!!
Inizio con un ritmo lento imposto dalla calca dei corridori, meglio così. 


Usciti da Courmayeur il serpentone si sgrana ed in piano si va verso La Palud dove scherzo con degli operai e gli chiedo quanto manca. 
Da qui inizia la salita, prima su asfalto fino a Planpincieux (1579 m) dove con una svolta decisa a destra si prende il sentiero che porta al rifugio Bertone. 
Mi sento bene, non ho iniziato troppo forte per cui non sono come al solito in affanno e riesco a correre in salita. 
Arrivo al rifugio Bertone (1989 m) senza troppa fatica, sono le 12:43 in pos. 250, mi fermo 5 minuti per bere. 
Mi sembra di essere andato troppo forte per le mie previsioni quindi decido di rallentare anche perché c'È il nuovo tratto che sale ripido alla Tete de la Tronche (2584 m). 
Questa salita È dura e fa caldo; il sentiero È molto secco e la polvere si infila da tutte le parti. 
Arrivo in cima dopo che molti mi hanno superato, ma mi viene in mente una frase che mi ha detto un mio amico il giorno prima al telefono: 
"tieni a mano la candela che la processione È lunga".
La discesa per il primo tratto È ancora nella polvere, poi dopo il col Sapin (2436 m) si snoda nella vallata. Vedo qualcuno che ha già i crampi (e siamo solo all'inizio). 
Continuo fino al rifugio Bonatti (2020 m) dove giungo alle 14:34 in pos. 318. 

Al rifugio mi fermo un po' di più circa 20 minuti (anche perché dei forti stimoli mi hanno fatto cercare un bagno). 
Da qui si riprende in falso piano per qualche chilometro e poi una ripida discesa verso Arnuva (1769 m) dove c'È molta gente per fare il tifo. 


Qui c'è il primo cancello, la mia preoccupazione fin dall'inizio, avevo paura di non arrivare in tempo , invece arrivo alle 15:38 pos. 441 con 2:22 di anticipo. 
Mi fermo per fare rifornimento: cola, sali, acqua, riempio il camelbak e 2 bei piatti di brodo, 
mi sembra buonissimo. Prima di ripartire tolgo scarpe e calzini e ripasso i piedi con la vaselina, ho paura delle vesciche. 
Riparto dopo circa 20 minuti.
Ora bisogna risalire al rifugio Elena e poi al Grand col Ferret (2537 m). 
La salita È impegnativa, ho preso il passo costante di un inglese che mi sta davanti ed inizio a superare altri runners. 
Al rifugio Elena faccio il pieno d'acqua alla fontana. 
Arrivo in cima al col Ferret alle 17:05 pos. 498 in buone condizioni, però mi preoccupo, vedo un altro corridore che viene portato via in elicottero 
(saprò poi che ha preso una storta e non riesce più a camminare). Nella tenda gialla della North Face in cima al colle ci sono altri corridori che si riposano.
Ora inizia la lunga discesa sino a La Fouly 9,5 km per 950 m di dislivello. 
La corro tutta senza esagerare, mi trovo bene in discesa e non ho dolori. 
Arrivo in fondo alla discesa e c'È un po' di saliscendi, fa ancora caldo e faccio fatica a bere dal camelbak 
(era meglio se avevo una borraccia), quindi mi fermo quando trovo un torrente o un ruscello per bere .
Arrivo a La fouly (1593 m) dove trovo moglie e figli che mi fanno il tifo, È bellissimo dopo 40 km. 


A la Fouly c'È un altro cancello ed arrivo alle 18:18 pos. 415 con 3 ore di anticipo, va bene. 
Per il rifornimento  bisogna entrare in un edificio per il ristoro. 
Come in tutti gli altri ristori prendo 2 piatti di brodo, cola, Sali, acqua, formaggio, banane e riempio il kamelback. 
Mi fermo circa 22 minuti nei quali cambio anche la maglia di sudore.
Riparto in un bel saliscendi nel bosco e lungo un fiume. Mi metto dietro a 2 greci con delle campanelle che mi danno il ritmo. 
Arriviamo a Praz de Fort (1151 m) dove incontriamo anche alcuni equipaggi della Petit Trot. 
Aumento il ritmo ed incontro altri italiani che l'anno scorso non sono riusciti a finire la corsa ma si sono fermati a 
Champex per una crisi di fame (li ritroverò poi a Chamonix), parliamo un po' della corsa. 
Dopo 10 km inizia la salita per Champex-Lac (1477 m) che la affronto per la prima parte in compagnia di un greco;
gli espongo i miei problemi, 
ho paura di non arrivare per mezzogiorno a Chamonix, 
ma lui mi dice che di questo passo non dovrei avere problemi, 
poi mi dice che le 2 modifiche del percorso all'inizio e alla fine spezzeranno molte gambe.
Purtroppo durante la salita un imprevisto, rompo i lacci automatici di tutte e 2 le scarpe,
non so come sia successo, 
ne vedo tanti con le mie stesse scarpe, ma i miei lacci si sono tagliati.
Continuo un po' più lento (ancora 35 minuti) fino a Champex. 


Ci arrivo alle 20:35 pos. 394 al buio. Anche qui ci sono i miei famigliari che mi aspettano.
Mi fermo di più a Champex, circa 27 minuti dove mi ristoro, 
mi cambio completamente mettendo gli indumenti lunghi e asciutti,
la frontale e mi sistemo le scarpe; anche qui diversi runners stanno riposando sui lettini. 


Riparto in mezzo alle majorette e costeggio lo stupendo lago di Champex. 
Per alcuni chilometri si procede nel bosco in saliscendi,
col buio bisogna andare più piano ma il percorso È segnato bene, 
ci sono parecchi catarifrangenti e dove ci sono delle deviazioni hanno messo dei nastri bianchi e rossi.
Un altro problema, ecco la prima storta (penso a causa delle scarpe non proprio riparate correttamente),
un dolore acuto e quasi cado per terra; mi fermo a massaggiarmi 
(non È la prima volta, ormai ho i legamenti del piede destro lunghi per cui È facile che mi succeda). 
Due francesi ed uno slavo si fermano per chiedermi se ho bisogno,
ma li ringrazio e faccio segno di proseguire. 
Dopo poco riprendo a camminare e poi a correre e li raggiungo per proseguire assieme.
Inizia la salita tra sassi e radici verso Bovine (1987 m); È bello vedere le luci delle frontali salire e scendere dalle montagne. 
Arrivo sul crinale e quindi a Bovine alle 23:01 pos. 341, 


bevo acqua e coca e poi via, prima ancora un po' di salita e poi la discesa verso Trient. 
Il buio È forte, non c'È la luna ma si corre bene, nessuno mi supera,
quelli che riescono aspettano dietro; È più facile correre con uno davanti ch ti fa la strada.
Finita anche questa discesa c'È un po' di asfalto, mi deconcentro ed ecco un'altra storta,
stessa procedura di prima e così lentamente arrivo a Trient (1300 m) alle 00:14 pos. 325. 
Mando un SMS a mia moglie dove gli comunico che proseguo. Anche qui come al solito mi fermo un bel po'. 
Prima di ripartire vado in infermeria dove mi faccio mettere del ghiaccio secco sulla caviglia destra.
Da Trient inizia subito la salita per Catogne, È molto ripida quindi si cammina. 
E' dura e la subisco, ma arrivato in cima e ricomincio a respirare. 
Da qui in piano si arriva al posto di controllo sperduto di Catogne (2011 m) dove arrivo alle 02:13 pos. 352., 
poi giù verso Vallorcine prima su sentiero e poi sulle piste da sci, ed ovviamente terza storta. 
A questo punto fa male ma non mollo e proseguo fino a raggiungere Vallorcine (1260 m) dove arrivo alle 3:14 pos. 360. 
Come al solito mi ristoro e poi in infermeria mi faccio medicare il piede con un bendatura che me lo tiene bello stretto.
Riparto per l'ultima e dura salita verso la Tete aux Vent (2130 m).
Ora mi sento proprio bene proseguo correndo senza fermarmi e passo diversi runners. 
Arrivo alla Tete aux Vent alle 05:46 pos. 259. 
Una bella discesa tecnica conduce a La Flegere (1877 m) ore 06:21 pos 344,
dove c'È l'ultimo ristoro, bevo acqua e coca e poi giù verso Chamonix.
Quando passo da Floria che È un piccolo e grazioso Chalet chiamo mia moglie e gli dico di venire all'arrivo,
da qui ci vuole al massimo mezzora.
In discesa le gambe si muovono bene anche se non veloci, entro in Chamonix e l'emozione È enorme, 
percorro tutte la via principale e, anche se presto ci sono persone che applaudono,
l'ultima curva in piazza ed eccomi all'arrivo, i miei sono li ad aspettarmi.


Sono le 07:20 in 323 posizione ed ho concluso la prova il 20h 19m 54s.




















sabato 12 ottobre 2013

Mi presento...

Ciao a tutti, mi chiamo Roberto e sono nato 01/11/1964.
Sono sposato con Monica e ho due figli, Giacomo e Beatrice.




Abito in provincia di bergamo nell' "Isola" ma sono originario di Milano e precisamente di Nova Milanese.
La mia attività sportiva è iniziata con il basket in oratorio, sono passato poi alla mountainbike e poi a quella da corsa ed al Freeclimbing solo però in falesia cioè cose corte e con poco avvicinamento.
Un giorno (circa nel 1988) mentre eravamo a casa di un amico,guardando fuori dalla finestra vedo una montagna con dei colori bellissimi e chiedo di che montagna si tratta, "è il monte Rosa" mi rispondono, e allora io "il prossimo weekend ci andiamo?", e così è nata la mia passione per la montagna.
Ho mollato tutto il resto e mi sono dedicato a lei e così ora sono istruttore di scialpinismo e Backcountry (snowboard alpinismo), faccio parte della scuola Orobica di San Pellegrino.


Ho aperto qualche viuzza (cose facili) vedi "Calcare d'Autore" e sono diventato soprattutto un malato dell' "aria sottile" cioè dell'ambiente al di sopra dei 4000 metri dove ho salito 63 (delle 82) vette di 4000 metri ufficiali.
Come lavoro purtroppo non mi occupo di montagna ma di automazione industriale, che comunque mi piace.
Una mia grande passione è viaggiare, mi manca solo l'Oceania e poi zac... :lol: ho fatto il giro completo.
Ho iniziato a correre a settembre 2007, quando dei miei amici mi hanno detto "a dicembre andiamo a fare la maratona di Milano" e quindi via con la preparazione. 
In preparazione ho corso ed ho fatto da settembre a dicembre:
- la mezza di Monza (sono andato e tornato in bici)
- la DeeJay Teen
- la mezza di Mantova
- la mezza di Cremona
- la mezza di Trecate
- la 37 km di Carate (dove mi sono bloccato la schiena e sono stato fermo per 2 settimane prima della maratona di Milano, che testa, non si può correre per 37 km con delle scarpe piatte tipo superga pagate 9€, me la sono andata a cercare).
:?: Ma vi sembra una preparazione :?:
Per la cronaca la maratona l'ho chiusa in 3h 45m.
Poi mio cognato mi ha parlato della corsa attorno al Monte Bianco e da quel momento un tarlo ha iniziato a girarmi nella testa fino al 09/01/2008 alle ore 21:00 quando mi sono iscritto alla CCC.
La mia preparazione è stata abbastanza costante anche se posso allenarmi poco, 3 volte a settimana per un'ora (pausa pranzo) al Bione - Lecco dove lavoro, e poi un lungo ogni 2/3 settimane di 3h circa. Comunque compenso il mio poco allenamento nella corsa con la montagna, sci, alpinismo, ecc.
Appena conclusa la CCC mi sono messo subito in pista per guadagnare il punto che mi mancava per provare ad iscrivermi per UTMB del 2009; così ho fatto le "Porte di Pietra" p.s. ottimo Trail.
Poi ho fatto:

- UTMB2010
- TOUR DES L'OISANS e DES ECRINS 2011
- TOR DES GEANTS 2011
- UTMB 2012
- TOR DES GEANTS 2012
- TRAIL DEL TICINO 2013
- PTL 2013

Mi moglie mi dici che sono malato :( penso abbia ragione!!! :oops: 




Non ho molto metodo e sono abbastanza istintivo ed è per questo che non riesco a seguire delle tabelle, ... "io corro, corro e basta... ", non mi chiedo quanti chilometri sono o quanto ci vuole, io vado, ed è per questo che i miei amici nella corsa mi chiamano Forrest.