domenica 22 marzo 2020

padre Armando CARPENEDO - IV DOMENICA DI QUARESIMA

La vita è un cammino di illuminazione. Un passare dalle tenebre alla luce (cfr. 1Pt 2, 9), e stando al Vangelo di oggi – in fondo a tutto il Nuovo Testamento – questo cammino di illuminazione è paradossale: si giunge alla luce per via di oscurità.
Il cristianesimo, lungi dall’essere un percorso di migliorismo e di perfezione morale, indica la strada verso la luce inabissandosi nell’oscurità. Gesù in modo chiaro afferma che tutti coloro che ritengono di avere gli occhi aperti, di vedere chiaro e che pretendono magari anche di farsi maestri pubblici di chiarezza, sono in realtà dei ciechi, mentre coloro che da sempre son ritenuti incapaci di vedere, gli ignoranti e i non degni di essere ascoltati sono quelli che vedono bene.

Noi non possediamo la luce, ma è la Luce a possederci. Non siamo noi che c’illuminiamo, ma possiamo solo farci illuminare. La luce splende già dentro di noi, il fatto è che noi viviamo sempre al buio, credendo di essere immersi nella luce.
Occorre farsi tenebra, occorre chiudere gli occhi a questo mondo, a questa logica mondana fondata sul potere, l’avere e il successo, per poterli aprire ad una luce che è Vita. È quando rinunceremo a credere di avere tutto chiaro, di possedere tutte le chiavi, di avere in mano la verità, di vedere talmente bene da poter condurre anche gli altri (cfr. Mt 15, 14), solo allora cominceremo ad intravedere l’alba.
È quando si frantumerà il nostro falso sé, l’ego, che la luce potrà irrompere da dentro di noi con tutto il suo splendore. «Dove non c’è più l’io c’è Dio» (Caterina da Genova), perché la luce è sepolta in noi da una fitta coltre di presunta sapienza, conoscenza e religiosità.
È quando cominceremo a chiudere gli occhi anche su Dio, sulla pretesa di conoscerlo, sulle sue false immagini, su ciò che pensiamo esiga e ordini, allora egli si manifesterà per ciò che è realmente, semplicemente perché «si conosce meglio Dio non conoscendolo» (Agostino).
Gesù dirà: «è bene per voi che io me ne vada» (Gv 16, 7). È nella sua assenza che lo percepiamo presente.
Paolo – sulla strada di Damasco – quando non vedrà più nulla, contemplerà Dio (cfr. At 9, 8).

«Più ti si cerca Dio e meno ti si trova. Dovrai cercare Dio in modo tale da non trovarlo in nessuna parte. Se non lo cerchi lo trovi» (Meister Eckhart, Opere latine).
BUONA DOMENICA IV DI QUARESIMA (Gv. 9,1-41).

domenica 15 marzo 2020

Tite Togni - Se vorrai conoscere la forza e la pazienza, dovrai gradire la compagnia degli alberi


Dai link di Tite Togni, insegnante di Yoga

@DolomitesYogaHut
@titetogni
@YOGAXRUNNER

"Se vorrai conoscere la forza e la pazienza, dovrai gradire la compagnia degli alberi" Hal Borland
«È nel momento più freddo dell’anno che il pino e il cipresso, ultimi a perdere le foglie, rivelano la loro tenacia».
(Confucio)
FORZA GENERALE. Come iniziare: "In caso di dubbio: CORE CORE CORE" dice la mia super amica yogini Shana Meyerson Yoga.
Quindi inizia con il Core come mobilità per il riscaldamento. Ricorda: la regola 1 accendi il motore facendo circolare il carburante, la tua "fornace", la tua fonte di azione e respirazione. (Kanda, Dandien, Hara, PANCIA tridimensionale, quindi anche schiena e lati, noché diaframma sopra e pavimento pelvico sotto)
La tua sezione centrale è ciò che lega insieme la metà superiore e la metà inferiore del tuo corpo e se fai fatica a trasferire l'energia creata dalla metà inferiore o superiore non funzionerai al tuo stato ottimale.
Semplici esercizi con il peso corporeo che possono essere divertenti quando vedi la funzionalità della vita di tutti i giorni: accovacciarsi, tirarsi in piedi, in ginocchio e viceversa, SENZA AIUTI ESTERNI, camminare prima di correre e così riconoscerai molte più complesse pose yoga, che sono state create su un "corpo tradizionale" che potrebbe sedersi nel loto per ore o potrebbe trattenere facilmente il respiro per 1 minuto.
L'elenco degli esercizi si alterna tra i movimenti della parte superiore e inferiore del corpo ed è impostato per fare come un circuito, proprio come i saluti del sole Yoga o qualsiasi progressioni di "vinyasa" o "circuiti" di pose come la serie in Ashtanga Yoga, quindi queste sono buone regressioni per creare le basi per procedere con lo yoga in modo sicuro e "connesso", controllato.
Warmup dinamico: #stripperchallenge di @alexia_clark +
tre pose isometriche molto basilari
IPERESTENSIONE PRONI (Salabasana, Locusta, Superman)
PLANK LATERALE sugli AVAMBRACCI (per Chaturanga e tutti gli equilibri sulle braccia)
PLANK INVERSO (Hollowbody Hold, Navasana, Boat pose e Situps posano come Urdva Mukka Pscimottanasana, ma anche uttanasana)
Ogni giorno, per 1 mese, tienili in sequenza, senza riposo, 30 ”per lato . Ogni 2giorni aggiungi 5 " di tenuta e in quattro settimane prova a rompere il muro anche dei 2 minuti per ogni singola postura. RESPIRAZIONE NASALE SEMPRE E SOLO. E' il vostro termometro, oltre che il dettaglio da "elite".
grazie @ matt.tad013teamleader Diella Da Viá per l'ispirazione.

General STRENGTH .How to start: “When in doubt: CORE CORE CORE” my friend super yogini @yogathletica says. so Start with Core as your warm-up mobility. Remember: rule 1 mobilize your “furnace”, your source of action and breathing. (Kanda, Dandien, Hara, BELLY)
Your mid section is what ties the top half and the bottom half of your body together, and if you struggle to transfer the energy created either by the lower or upper half you will not be operating at your optimal state
Simple body-weight exercises that can be fun as you see the functionality for everyday life, to walk before you run and you’ll recognize many more complex yoga poses, that were created on a “traditional body” that could sit in lotus pose for hours, or could easily hold breath for 1 minute.
The exercise list alternates between upper and lower body movements and is set up to do as a circuit, very much like Yoga Sun Salutations or any “vinyasa” or “circuits” progressions of poses like the Series in Ashtanga Yoga, so these are good regressions to create the basis to proceed with yoga in a safe and “connected”, controlled manner.
dynamic warmup: #stripperchallenge by @alexia_clark +
three very very basic isometric poses
FLOOR HYPEREXTENSION (Salabasana, Locust, Superman)
FOREARM SIDE PLANK (for Chaturanga and all arm balances)
REVERSE PLANK (Hollowbody Hold, Navasana, Boat pose and Situps poses like Urdva Mukka Pscimottanasana, but also uttanasana )
Daily , for 1 month , hold them in a sequence, no rest, 30” each and each side, daily. Every other day add 5” hold and in four weeks try to break the wall of even 2 minutes of hold for every single posture .
BREATHING? NOSE ONLY and this is a mantra that not only can save your life nowadays but it's s the' elite' training secret .
grazie @matt.tad013teamleader for the inspiration.
#yogaxrunners #yogaforsports #core #workin #tad013


Tite Togni - Yoga - FORZA GENERALE


Dai link di Tite Togni, insegnante di Yoga

@DolomitesYogaHut
@titetogni
@YOGAXRUNNER

FORZA GENERALE
Come iniziare: "In caso di dubbio: CORE CORE CORE" dice la mia super amica yogini @yogathletica. quindi inizia con il Core come mobilità per il riscaldamento. Ricorda: la regola 1 accendi il motore facendo circolare il carburante, la tua "fornace", la tua fonte di azione e respirazione. (Kanda, Dandien, Hara, PANCIA tridimensionale, quindi anche schiena e lati, noché diaframma sopra e pavimento pelvico sotto)
La tua sezione centrale è ciò che lega insieme la metà superiore e la metà inferiore del tuo corpo e se fai fatica a trasferire l'energia creata dalla metà inferiore o superiore non funzionerai al tuo stato ottimale.
Semplici esercizi con il peso corporeo che possono essere divertenti quando vedi la funzionalità della vita di tutti i giorni: accovacciarsi, tirarsi in piedi, in ginocchio e viceversa, SENZA AIUTI ESTERNI, camminare prima di correre e così riconoscerai molte più complesse pose yoga, che sono state create su un "corpo tradizionale" che potrebbe sedersi nel loto per ore o potrebbe trattenere facilmente il respiro per 1 minuto.
L'elenco degli esercizi si alterna tra i movimenti della parte superiore e inferiore del corpo ed è impostato per fare come un circuito, proprio come i saluti del sole Yoga o qualsiasi progressioni di "vinyasa" o "circuiti" di pose come la serie in Ashtanga Yoga, quindi queste sono buone regressioni per creare le basi per procedere con lo yoga in modo sicuro e "connesso", controllato.
Warmup dinamico: #stripperchallenge di @alexia_clark +
tre pose isometriche molto basilari
IPERESTENSIONE PRONI (Salabasana, Locusta, Superman)
PLANK LATERALE sugli AVAMBRACCI (per Chaturanga e tutti gli equilibri sulle braccia)
PLANK INVERSO (Hollowbody Hold, Navasana, Boat pose e Situps posano come Urdva Mukka Pscimottanasana, ma anche uttanasana)
Ogni giorno, per 1 mese, tienili in sequenza, senza riposo, 30 ”per lato . Ogni 2giorni aggiungi 5 " di tenuta e in quattro settimane prova a rompere il muro anche dei 2 minuti per ogni singola postura. RESPIRAZIONE NASALE SEMPRE E SOLO. E' il vostro termometro, oltre che il dettaglio da "elite".
grazie @ matt.tad013teamleader per l'ispirazione.

General STRENGTH .How to start: “When in doubt: CORE CORE CORE” my friend super yogini @yogathletica says. so Start with Core as your warm-up mobility. Remember: rule 1 mobilize your “furnace”, your source of action and breathing. (Kanda, Dandien, Hara, BELLY)
Your mid section is what ties the top half and the bottom half of your body together, and if you struggle to transfer the energy created either by the lower or upper half you will not be operating at your optimal state
Simple body-weight exercises that can be fun as you see the functionality for everyday life, to walk before you run and you’ll recognize many more complex yoga poses, that were created on a “traditional body” that could sit in lotus pose for hours, or could easily hold breath for 1 minute.
The exercise list alternates between upper and lower body movements and is set up to do as a circuit, very much like Yoga Sun Salutations or any “vinyasa” or “circuits” progressions of poses like the Series in Ashtanga Yoga, so these are good regressions to create the basis to proceed with yoga in a safe and “connected”, controlled manner.
dynamic warmup: #stripperchallenge by @alexia_clark +
three very very basic isometric poses
FLOOR HYPEREXTENSION (Salabasana, Locust, Superman)
FOREARM SIDE PLANK (for Chaturanga and all arm balances)
REVERSE PLANK (Hollowbody Hold, Navasana, Boat pose and Situps poses like Urdva Mukka Pscimottanasana, but also uttanasana )
Daily , for 1 month , hold them in a sequence, no rest, 30” each and each side, daily. Every other day add 5” hold and in four weeks try to break the wall of even 2 minutes of hold for every single posture .
grazie @matt.tad013teamleader for the inspiration .

Tite Togni - Yoga - SLOW DOWN TO RISE UP


Dai link di Tite Togni, insegnante di Yoga:
Insegnante certificata Iyengar dal 2006, Master post universitario in Yoga Studies all’Università di Venezia Cà Foscari, TITE TOGNI, corre continuativamente anche 100km intorno al Monte Bianco o alle Tre Cime di Lavaredo “grazie e con lo yoga”, e per questo si prodiga a diffondere lo yoga nel mondo podistico, con il progetto “YOGAXRUNNERS”.

@DolomitesYogaHut
@titetogni
@YOGAXRUNNER



SLOW DOWN TO RISE UP 🌅
In questa occasione di guerra in trincea più che mai mi tornano in mente gli insegnamenti delle ARTI MARZIALI ,YOGA compreso, tutte nate per far resistere a lungo in salute l' uomo in condizioni estreme mediante l' osservazione non di vetrini in laboratorio, ma tramite l' osservazione e l' allineamento dei propri ritmi con quelli della natura a partire dei suoi elementi, i quali tendono (cioè vivono ) a muoversi, fluendo in silenzio dal proprio nucleo in un movimento ciclico e circolare di espansione e contrazione in tutti i raggi motori e su tutti i piani , esattamente come la nostra pancia, il centro di gravità.
Quindi la norma fisiologica e' movimento lento e fluido ma perchè? Per essere pronti per lo scatto: l' eccezione che ti salva la vita. Energia e prontezza che mio maestro Iyengar chiamava ' freschezza' .
' Osserva il gatto 🐈 per tre mesi e poi torna', insegnamento di uno dei più grandi maestri di Tai Chi.
Quindi le posizioni yoga tutte partono da l principio intenzione suggellata in Patanjali ma proveniente dalle religioni animaliste Bon e poi il Buddismo : STIRA SUKHAM ASANAM = il movimento del corpo è funzionale se e STABILE MA CALMO , il che è una rappresentazione sintetica dello YIN YANG del Tao ☯️: calma mobilità, in movimento centrato . La ruota insomma 🎡 che si muove A PARTIRE DAL PROPRIO CENTRO (Kanda Hara, Dandien) nello spazio, in Infiniti, creativi ...Infiniti o figure 8  senza fare casino, fluendo e senza troppo farsi vedere da eventuali nemici (quindi RESPIRANDO POCO E DAL NASO), proprio come ha fatto il virus che si è insinuato trovando la breccia aperta .
Inoltre ☯️ ricorda che per spingere devi tirare, per colpire devi cedere , per contrarre devi rilassare e per contrarre devi estendere, per andare forte devi...rallentare .
Quindi 'conosci il tuo nemico' (Lao Tsu) oggi vuol dire
Ricominciamo a riappropriarci del nostro nucleo di ACCIAIO " STEEL WRAPPED IN COTTON" e ' muoviamoci poco, dall' interno e senza fare casino, per ritrovare il nostro profondo bunker.
' Move as fast as you can control' .
Lo yoga è vinyasa ossia flusso corrente tra movimento struttura e respiro ma ancor più in coerenza con movimento della natura . 📽🤓Vedete le innumerevoli posizioni nascoste in quella sequenza basilare? Squat, malasana, Janu Sirsasana, Matsyendrasana e i vari parivritta (torsione) e parsva (laterali) . Ma come possiamo pretendere di rifletterci in avanti con la testa sul ginocchio se non riusciamo a passare da in piedi a seduti con tranquillita' e controllo ?
Iniziamo ogni mattina🌅 da lì: dalla pancia , BOCCA CHIUSA, muovete la pancia in fluidi Infiniti. Sapevate che prima degli otto rami dello yoga , prima delle posizioni, e prima ancora dei propositi e comportamenti etici e prima ancora del respiro ...ci sono gli SHAT-KRIYA? OSSIA LE OPERAZIONI DI PULIZIA ? il primo è NAULI : auto massaggio del proprio ' cinabro della potenza' , la pancia insomma trattenendo il respiro .
Quindi NAULI 1ST
Poi procedete con gli SQUAT: e riprovate Infiniti con la pancia.
Poi semmai procedete con i numeri da circo. 🎪 Se no esplorate quanti infinite potete disegnare dentro di voi a partire dai ' bandha' tanto di moda , cioè le ARTICOLAZIONI .
Ritrovate il 🎪☯️🎡🌐 dentro di voi , prerequisito per preparare stabilità e forza d' acciaio🔩 nascosta da soffice cotone 🍬💪 e per essere sempre pronti per lo scatto e cogliere il nemico di sorpresa.
'Adapt and stay flexible' Shifu Yan Lei

📽 grazie a Andrea Turri personal trainer e a George Corso CSCS per l' ispirazione.
' Se #Restateacasa potete riconnettervi col vostro corpo'
#distantimavicini #distantimacentrati #stirasukham #mobilitàèstabilità


sabato 14 marzo 2020

coronavirus 2019-2020

“FB: Centro Meteorologico Lombardo”

Inferno Dantesco - opera di Botticelli


"In una condizione d’emergenza la paura trova terreno fertile: s’impadronisce dei nostri pensieri, mina il buon senso e soprattutto ci priva di punti di riferimento. Questa sensazione di smarrimento coinvolge chiunque: investe chi ha il compito di prendere in fretta decisioni importanti, talora senza precedenti, così come colpisce “l’uomo della strada”, che si barcamena in una tempesta emotiva che non conosce previsione. La rapidità con cui la situazione si evolve è un fattore chiave, perché determina la velocità con cui è necessario fronteggiarla.

Diversi nostri collaboratori volontari sono attualmente impegnati nella gestione della crisi lombarda, regione tra le più colpite al mondo. Qualcuno, da medico o infermiere, in prima linea nelle strutture ospedaliere, con sforzi ai limiti dell’umano. Qualcun altro nella Protezione Civile o in tutte le organizzazioni che stanno cercando di aiutare chi più ne ha bisogno. Qualcun altro ancora, occupato in servizi essenziali, è alle prese con una condizione lavorativa spinta al surreale. Il resto vive alla giornata, per lo più isolato tra le mura domestiche, dove ogni centimetro quadrato si riscopre prezioso e il tempo, un poco alla volta, leva la polvere a sentimenti sommersi e valori dimenticati, spesso i più semplici, ad esempio di essere parte di una famiglia.

In queste ultime settimane ci avete scritto in tanti, chi per sapere se era tutto ok, chi per salutare o condividere un momento. Quando sei innamorato di una disciplina, e dunque la coccoli con il cuore d’appassionato più che con le rigide formule di un analista, una buona predisposizione d’animo è premessa irrinunciabile per scrivere qualcosa di piacevole. Se manca quella, parlare di meteo diventa complicato... e mai come in questi giorni ci si rende conto di quanto una forte difficoltà tenda ad alimentare nella mente due reazioni diametralmente opposte: il silenzio e il caos. Un caotico silenzio interiore non è probabilmente il migliore amico della penna, o forse non lo è nei primi momenti.

Alcuni di noi, da appassionati di scienza prima che di meteorologia (lo ricordiamo, noi non siamo meteorologi professionisti ma appassionati di meteorologia che nella vita lavorano come medici, fisici, biologi, ingegneri, tecnici di laboratorio, chimici, etc.) da giorni si confrontano per cercare di capire qualcosa in più su quello che sta accadendo. Raccogliere informazioni non è semplice e gli aggiornamenti incalzano a ritmi forsennati. Gli stessi “addetti ai lavori” (o delegati tali) palesano nervosismi e/o divergenze d’opinione che disorientano il pubblico. Preso atto della babele comunicativa, le uniche fonti su cui ci siamo concentrati sono le recenti pubblicazioni scientifiche (es.: https://www.ncbi.nlm.nih.gov) e l’esperienza del personale medico impegnato sul campo, con cui, sera dopo sera, in condizioni fisico-emotive che definire strazianti è un eufemismo, s’ha modo di condividere osservazioni dirette.

Cosa ne esce? Pochissime sicurezze, tantissimi dubbi.

Punto per punto, quanto segue è un riassunto di alcuni tra gli aspetti più “delicati” sul tema, dedicando particolare attenzione a quelli che magari hanno avuto molta meno visibilità di quanto meriterebbero.
Sia chiaro: nessuno è depositario di certezze e tutto è perfettibile: ben vengano i commenti volti a correggere errori/imprecisioni o ad integrare con informazioni più aggiornate o provenienti da fonti attendibili più recenti.
E’ il momento di unire le forze, tirare fuori il meglio da ciascuno di noi, esaltare i sentimenti positivi e mandare in soffitta ogni forma di polemica.
Se andrà tutto o bene o andrà un po’ meno bene non lo può sapere nessuno, ma di sicuro andrà meglio se concentriamo i nostri sforzi verso un comportamento collettivo ed individuale il più possibile ragionato, consapevole e responsabile.
Un caro abbraccio virtuale a tutti voi e un abbraccio ancora più forte a chi sta affrontando da vicino l’emergenza donando l’anima pur di contenere i danni.

1) Il problema non è “il virus”. Il problema, più precisamente, è ciò che la propagazione locale di questa infezione virale sta comportando sul nostro (eccellente) sistema sanitario. Tante più persone del solito, contemporaneamente, hanno mostrato necessità di urgente assistenza medica per la medesima cosa: grave insufficienza respiratoria. Questa condizione anomala può mettere in seria difficoltà strutture e personale anche con numeri assoluti relativamente piccolini, con i posti in terapia intensiva che si esauriscono in fretta, giacché – in tempi di “quiete” sanitaria – simili ricoveri sono estremamente più diluiti nel tempo.
Un sistema sanitario completamente sbilanciato verso l’assistenza d’emergenza in malattie infettive espone al pericolo di non riuscire a trattare con sufficiente prontezza e sicurezza chi necessita di altre cure d’urgenza. Chi si rompe una gamba. Chi si taglia un dito mentre è al lavoro. Chi ha una crisi cardiaca. Chi ha una colica. Chi resta coinvolto in un incidente stradale. O più semplicemente una donna che deve partorire. Per questa ragione la serietà della crisi sta nel fatto che coinvolge potenzialmente TUTTI, “sani” inclusi, nessuno escluso. Attenzione. Non ci si accorge di questo problema collaterale finché non si ha bisogno di assistenza, ma non per questo il problema non esiste.

2) Prima di gennaio, probabilmente quasi nessuno aveva mai sentito pronunciare la parola “coronavirus”. L’argomento generale non è una novità: i primi ceppi di coronavirus in grado di infettare gli esseri umani sono stati studiati 50 anni fa. Agli effetti sono i principali responsabili dei comuni raffreddori. Alcuni ceppi, noti dal 2003, possono comportare severe complicanze respiratorie. Cosa differenzia questo ultimo nuovo arrivato, denominato “SARS-CoV-2”, dai più comuni ceppi influenzali? Le differenze sono sostanzialmente due: è NUOVO, e può comportare severe complicanze respiratorie. Tra le due, la più grave è la prima. Un virus nuovo è un virus ignoto a ogni sistema immunitario. Chiunque è infettabile: non esiste copertura vaccinale, non esiste immunità acquisita per infezione pregressa. Ciò espone il mondo intero a una possibile pandemia, la cui espressione nel tempo e nello spazio è sostanzialmente imprevedibile.

3) Uno degli aspetti più affascinanti dei virus è il loro meccanismo di replicazione, che non può avvenire in maniera indipendente, dunque “sfrutta” le nostre cellule. Durante questo procedimento in cui il virus copia se stesso, accadono degli errori. Questo significa che una copia del virus non è perfettamente identica a quella precedente. Alcuni virus tendono a rimanere assai stabili, mentre altri virus (i coronavirus in primis) tendono a mutare più facilmente e rapidamente, dunque la permanenza del virus nell’ospite promuove piccole e progressive variazioni (“mutazioni”) nel patrimonio genetico del virus stesso.
Ciò determina una conseguenza importantissima: quando siamo infetti e contagiamo una persona, passiamo un virus che può essere leggermente DIVERSO da quello che abbiamo inizialmente contratto.
Ora: immaginate di acquistare una copia manoscritta della “Divina Commedia”. Immaginate di trascriverla a mano e donarla a un amico. Se per disattenzione “selva oscura” diventasse “selva scura”, tutto sommato l’effetto non varierebbe di molto. Se invece “l’amor che move il sole” diventasse “l’amor che move il sale”, beh allora nel prossimo lettore potrebbe esserci qualche conseguenza più seria.
Si perdoni questo sciocco esempio per passare un concetto importante: una variazione, per quanto possa essere piccola, può determinare conseguenze importanti.
Un virus fortemente predisposto alle mutazioni, pertanto, è un generatore di casini imprevedibili per eccellenza. Orbene: la letteratura medica suggerisce che, di norma, un virus cerca di cambiare “aspetto” per essere in equilibrio con il sistema immunitario ospite, che continua ad aggredirlo. E’ un dannato trasformista. Conseguenze? Principalmente tre. Vediamole.

4) Prima conseguenza della mutazione virale è l’impossibilità di prevedere con precisione gli effetti della malattia nel tempo e nello spazio, mentre il contagio procede, persona dopo persona, settimana dopo settimana, città dopo città, stato dopo stato, continente dopo continente. I principali centri di ricerca cercano di “inseguire” le catene di mutazione, isolandoli nei pazienti e sequenziandone il genoma (qui lo stato dell’arte per il Covid-19: https://www.gisaid.org/epiflu-applications/next-hcov-19-app). Ogni “bit” diverso, potenzialmente, può determinare conseguenze diverse nell’ospite infettato. Quali? Non si sa. Si può ipotizzare, serve molta ricerca, servono moltissimi dati. L’evidenza scientifica, ad oggi, sembra mostrare genomi ancora abbastanza simili ai primissimi isolati in Cina, anche se qualche ricercatore ha notato che alcune piccole mutazioni su una specifica proteina possono aumentare in modo consistente la facilità di aggressione dell’organismo, in particolare delle cellule nelle basse vie respiratorie. Per questa ragione quando leggete “paziente infetto da coronavirus” … beh, non si può sapere quali dannate sequenze di RNA caratterizzino la specifica carica virale che l’ha contagiato. Dipende! E' affidato al caso. Questo fatto, con ogni probabilità, comporta che lo spettro dei possibili sintomi, pur con alcuni denominatori comuni, sia abbastanza complesso e soprattutto variabile in severità.

5) Seconda conseguenza della mutazione virale è l’adattamento all’ospite. Più un virus è in grado di mutare rapidamente, più l’ospite fatica a debellarlo. Il quadro sintomatico solitamente osserva cicli progressivi di guarigione e nuovo leggero peggioramento. Man mano che l’organismo riesce a produrre anticorpi specifici, il virus cambia un poco il suo abito e dunque può necessitare di una nuova risposta anticorpale e soprattutto può riuscire ad attaccare altre cellule in altri organi (anche se, di solito, con sintomi via via più lievi). La guarigione completa è dunque un processo molto articolato, che passa per più stadi successivi di convalescenza, nei quali l’ospite continua ad avere ancora in corpo una blanda infiammazione di origine virale. E tecnicamente l’ospite può ancora essere contagioso (seppur con minore efficacia), benché la presenza del virus (es. a classico tampone naso-faringeo) non sia più individuabile da un bel pezzo.

6) Terza conseguenza della mutazione virale è l’espressione di forte variabilità nella malattia da individuo a individuo. Più un virus ha la tendenza al “trasformismo”, più svilupperà piccole differenze nelle sue proteine più importanti (quelle che usa per “scardinare” le cellule), più sarà evidenziata la naturale variabilità genetica della popolazione, ossia: a seconda dei casi (quale RNA virale – quali sfumature genetiche dell’ospite), qualche persona sarà un ospite più facilmente devastabile, mentre qualcun altro sarà un osso molto più duro. E questo, attenzione, a parità di età. In questo caso specifico, diversi studi mettono in guardia sull’enorme numero di pazienti asintomatici (o quasi asintomatici) nei quali è stata confermata la presenza del Covid-19. In alcuni articoli si arriva addirittura a citare il 65% di quasi-asintomatici (generici sintomi para-influenzali). Potete ben capire che un numero così elevato comporta una conseguenza facilmente immaginabile: un esercito di italiani ha già contratto il patogeno, i primi già da gennaio (o forse ancora prima), senza essersene sostanzialmente accorto. L’epidemia ha potuto procedere sottotraccia, finché ha palesato il problema in tutta la sua gravità quando i numeri sono cresciuti esponenzialmente e l’evidenza ha raggiunto misure non più equivocabili per “generica complicanza influenzale”.
Col senno di poi, diversi medici in alcune province lombarde ricordano di “strane polmoniti virali”, per le quali i primissimi casi, ancora non confermabili ufficialmente, potrebbero addirittura essere ridatati a dicembre. Bisognerà attendere per conferme.

7) In forza a quanto sopra espresso, e in virtù del fatto che le direttive del SSN non hanno disposto tamponi casuali a tappeto (cioè a prescindere dallo stato di salute) né hanno avuto modo di effettuare controlli alla stragrande maggioranza di tutti coloro che hanno manifestato solo sintomi lievi e non hanno richiesto assistenza (né tantomeno agli ignari asintomatici), il numero ufficiale di “contagiati”, basato sui soli tamponi effettuati, è sostanzialmente privo di significato epidemiologico, nel senso che non è in grado di fornire un quadro reale degli infettati in valore assoluto, ma solo della sua eventuale progressione nel tempo. Alcuni virologi stimano una sottostima fino a 2 o addirittura 3 ordini di grandezza (in poche parole, si dovrebbero aggiungere fino a tre zeri). Detto in altre parole, per ogni tampone positivo ci sarebbero verosimilmente altre centinaia di persone che hanno già contratto il virus ma o hanno sviluppato sintomi lievi (o nessun sintomo) oppure hanno avuto un decorso influenzale nel proprio domicilio, senza complicanze, senza necessità di assistenza. Ben inteso: questo dato NON deve assolutamente sminuire la portata della pandemia, che è oltremodo devastante, ma può essere molto utile a ragionare il problema con maggiore consapevolezza.
A questa osservazione è necessario aggiungere che un numero non trascurabile di pazienti ricoverati in condizioni critiche, con quadro del tutto compatibile con la complicanza tipica della malattia – polmonite interstiziale bilaterale – sono risultati negativi al tampone (dunque falsi negativi). Ad ogni modo, a prescindere dal monitoraggio della pandemia (che dunque è estremamente complesso), la direzione è quella di predisporre ogni risorsa immaginabile per essere pronti a curare il maggior numero di persone, sperando che il numero di ricoveri cali il più rapidamente possibile.

8) Sulla base delle evidenze sopra esposte, seguono alcune considerazioni di buon senso:

- tanto più che non possiamo oggettivamente sapere di essere (stati) infettati, e addirittura potremmo avere già superato la malattia in completa indifferenza pur essendo ancora contagiosi, è quanto mai opportuno osservare scrupolosamente le norme di contenimento in atto per cercare di rallentare, per quanto possibile e il più possibile, il decorso complessivo del contagio;

- le categorie più a rischio, com’è noto, sono gli anziani, specie se con patologie pregresse. E’ opportuno dirottare ogni nostra risorsa per aiutarle e consentire loro la minore interazione sociale possibile (anche con chi non presenta sintomi). ll nostro Paese recepisce l’enorme valore etico di curare TUTTI i cittadini, indistintamente e gratuitamente, dal bimbo all’ultracentenario. Ogni vita è preziosa. In questo siamo i primi al mondo. Dobbiamo esserne orgogliosi.

- Chiunque abbia in corso una forma influenzale o simil-influenzale, anche con sintomi estremamente lievi, osservi la massima cura di sé e cerchi di ridurre al minimo le interazioni sociali. Tradotto, per i giovani: non fate cazzate trascurandovi o peggio uscendo di casa, perché “tanto ho solo un mal di gola”. La complicanza non guarda in faccia a nessuno. Il fatto che la degenerazione in polmonite grave sia molto più rara nei giovani, non vi autorizza a cercarvela a tutti i costi in strafottenza, mettendo peraltro a rischio la salute di chiunque incontriate nel frattempo.

- Per chi è “recluso” in casa 24h su 24: abbiate cura della vostra mente, oltre al vostro corpo. Sono giorni complicati, di privazione, in cui è necessario uno sforzo non indifferente per mantenere un sano equilibrio mentale. Cercate, per quanto possibile, di programmarvi le giornate anzitempo. Non abbandonatevi al nulla e, per chi non può avere contatti fisici coi propri cari, sfruttate l’enorme vantaggio offerto dalle tecnologie (videochiamate, etc.). Le difficoltà più grandi si superano insieme.

Fonti:

1. Fung and Liu, (2019) - Human coronavirus: host-pathogen interaction. Annu. Rev. Microbiol., 73 (2019), pp. 529-557

2. Phan, Tung. (2020) - Genetic diversity and evolution of SARS-CoV-2. Infection, Genetics and Evolution. 81. 104260. 10.1016/j.meegid.2020.104260. 

3. Cao, Yanan et.al. (2020) - Comparative genetic analysis of the novel coronavirus (2019-nCoV/SARS-CoV-2) receptor ACE2 in different populations. Cell Discovery. 6. 11. 10.1038/s41421-020-0147-1.

4. Yair Cardenas-Conejo et.al. (2020) - Exclusive 42 amino acid signature in pp1ab protein provides insights into the evolutive history of the 2019 novel human-pathogenic coronavirus (SARS-CoV2).

5. Lu R, Zhao X, Li J, et al. (2020) - Genomic characterisation and epidemiology of 2019 novel coronavirus: implications for virus origins and receptor binding. Lancet 2020;395:565-574"

giovedì 12 marzo 2020

padre Armando CARPENEDO - meditazione del Vangelo 12/03/2020

MEDITAZIONE DEL VANGELO DEL 12/03/2020

"Lazzaro fu portato dagli angeli nel seno di Abramo" (Lc 16,19-31)
Il vostro compito è angelico. 

Se dobbiamo sopportare qualche pena, se dobbiamo mortificarci un po', pazientiamo ancora. 
Eccolo già il fine e il termine della vita, saremo portati dai santi angeli e saremo nella gioia per l'eternità, coeredi con tutti i santi dei beni che ci sono stati promessi (cfr Eb 11,9). (...)

Ecco perché ormai accettiamo con pazienza quanto ci succede; poiché riceveremo in cambio una felicità eterna, come invece la disgrazia si abbatterà su coloro che fanno il male. Il cielo ci risparmi di sentire: "Hai ricevuto i tuoi beni durante la vita ...; ora invece lui è consolato", e " tra noi e voi è stabilito un grande abisso" (Lc 16,25-26). 


Non sono terribili a udirsi e a pensarle queste parole divine che separano il peccatore dal giusto? 
Infatti, la distanza, l'abisso, la perdita e la caduta di coloro che sono nel peccato li allontanano dal Signore nostro Dio quanto il cielo è lontano dalla terra (cfr Is 55,9). 

Ma coloro che, come voi, desiderano ardentemente essere ogni giorno suoi amici e veri servitori entreranno con lui nelle dimore celesti, nella Gerusalemme di lassù (cfr Ga 4,26), la città grande, piena di meraviglie inimmaginabili, alla quale appartengono una gloria senza limiti e una eterna potenza; là ci vedremo gli uni gli altri e ci conosceremo perfettamente. 

Ed io lo credo, se compiamo la volontà di Dio, saremo tutti insieme nella gioia eterna. (...)
Possiate anche voi comportarvi in modo angelico, ben stretti al braccio di Dio che vi dà forza, agli incoraggiamenti dello Spirito Santo che vi conferma, ai santi angeli, a tutti i martiri e santi benedetti da Dio che vi vengono in aiuto.

venerdì 6 marzo 2020

Guernica - Pablo Picasso



Il bombardamento di Guernica fu il primo atto di 'guerra totale' dei tempi moderni, pensato non per colpire la forza militare del nemico ma per terrorizzare la popolazione civile.

Siamo nel 1937. Il lunedì 26 aprile era giorno di mercato a Guernica.
Ma già a inizio pomeriggio i banchetti erano stati smontati. 
La linea del fronte della Guerra Civile spagnola era vicina.

i franchisti controllavano la vicina Vitoria-Gasteiz, e al mercato c'era ben poco da vendere o comprare, scarseggiava tutto, compreso il cibo.
Adolf Hitler ordina al generale Wolfgang von Richtofen di aiutare il futuro dittatore Francisco Franco a soffocare nel sangue la Repubblica. Hitler Manda in Spagna agli ordini del generale, Rudolf von Moreau chiamato il “Barone Nero”, eroe della Legione Condor. Alle 16.30 il suo Heinkel 51 fa un primo passaggio a bassa quota nel cielo della cittadina simbolo del nazionalismo basco.
Heinkel 51

Poco dopo torna per sganciare le prime tre bombe.
È una strage! Il bombardamento a tappeto dura tre ore. Il tempo sembra non passare mai. 
Junker 52

Dornier 17

Messerschmidt 109

Fiat CR32

Vengono sganciate 31 tonnellate di bombe dagli Heinkel 51, dagli Junker 52, dai Dornier 17, dai Messerschmidt 109, con il supporto dei Fiat CR32 italiani della Aviazione Legionaria di Benito Mussolini.
Gli abitanti di Guernica sono terrorizzati, gli aerei tedeschi, supportati dagli italiani, fanno cadere centinaia di bombe sugli abitanti terrorizzati.
La storia raccontata da Franchisti, nazisti e fascisti dice di aver voluto colpire obiettivi strategici, il ponte di Erreteria, e una fabbrica di armi. Nessuno dei due obiettivi furono colpiti.
Il Museo de la Paz de Gernika ricorda che le bombe invece l'85% del centro di Guernica. Le mitragliatrici dei caccia e le bombe incendiarie sganciate sui civili in fuga fecero una strage. Solo nel rifugio di calle Andra Marti scrisse il sindaco José Labauria morirono 450 persone. Tutti civili, anziani, donne, bambini. Il governo basco contò 1.654 morti, centinaia i feriti. Pochi giorni dopo il bombardamento Guernica cadeva nelle mani dei franchisti.
I Franchisti per non lasciare traccia del massacro distrussero i registri civili.
I resoconti degli inviati della stampa internazionale presenti raccontarono al mondo l'orrore di Guernica.
L’esperienza fatta dagli uomini di Hitler “La strategia del terrore per demoralizzare il nemico” sperimentata nella cittadina basca sarà poi usata dai nazisti nella seconda guerra mondiale. E ispirerà strateghi e terroristi nei conflitti più recenti
Hermann Goering al processo di Norimberga confesserà "In Spagna ho avuto l'opportunità di provare la mia giovane forza aerea. I miei uomini hanno fatto esperienza"
Il quadro di Pablo Picasso “Guernica” icona della pittura mondiale, prende ispirazione dai resoconti del giornalista del Times George Steer.
Era stato chiesto a Picasso un'opera sulle sofferenze della Guerra Civile e la barbarie franchista per il Padiglione Spagnolo all'esposizione universale di Parigi del 1937. Un'opera contro gli orrori della guerra e del fascismo. Prima di morire il maestro vietò che fosse portata in Spagna sotto la dittatura. Arrivò a Madrid solo dopo la morte di Franco nel 1975.
Era il 1940 quando un ufficiale nazista entrò nello studio di Picasso in rue des Grands Augustins. “Avete fatto voi questo orrore?” domandò indicando il Guernica e Picasso rispose: “No. L’avete fatto voi”.