martedì 1 novembre 2016

L'importante non è la meta ma il VIAGGIO: BV2 - Bagneres de Lucon a BV3 - La Pierre st Martin

BV2 Bagneres de Lucon – BV3 La Pier est Martin


Se tendi la corda oltremisura si spezzerà ma se la lasci troppo lenta non suonerà.   …la strada dell’illuminazione è la linea che sta tra tutti gli opposti estremi.”




Parto da solo verso le 3:00 dalla BV2 km418. Dopo aver attraversato il paese prendo il sentiero che attraversa il bosco, inizia a salire verso Superbagneres, nota località sciistica dei Pirenei centrali.
Riesco a seguire abbastanza bene le indicazioni bianche rosse del GR10, solo sui bivi, dove ho qualche dubbio controllo sul gps la direzione.
Il bosco mi sembra stranamente vivo questa notte, molti animali si muovono e mi sento osservato da mille occhi. Si sentono inoltre moltissimi rumori e versi di animali.




Arrivato a Superbagneres cerco di orientarmi per prendere la direzione giusta. Alla base vita mi avevano detto che qui il GR10 era stato ritracciato perché quello vecchio era troppo impegnativo e pericoloso.
Dal paese vedo delle pile frontali muoversi, probabilmente qualcun altro ha deciso di trascorrere li la notte.
Sulle piste da sci soprastanti inizia ad albeggiare e, mentre cammino, incontro un signore di circa 70/80 anni davanti a me con i suoi due cani, dei border collie.
Lo raggiungo e iniziamo a chiacchierare… lui in estate vive a Superbagneres mentre d'inverno scende a Bagneres De Luchon.
Quando era giovane faceva l'allevatore, ora, invece, passa il suo tempo a percorrere questi sentieri che ha fatto già mille volte nella sua vita.



Il cielo si sta infuocando con i primi raggi del sole della mattina e le montagne che ho davanti sono maestose: rappresentano lo spartiacque di confine tra Francia e Spagna.
io gli racconto che sono un alpinista e allora lui, entusiasta, mi narra i nomi e le storie delle montagne che ho di fronte, i primi salitori e le vie di accesso. Mi racconta che nella sua vita le ha salite tutte … starei ad ascoltarlo per ore!


I suoi cani continuano a saltarmi addosso e a leccarmi, hanno voglia di coccole e io di certo non gliele faccio mancare.
A un certo punto però mi sento stanco e mi gira un po' la testa, il sentiero è impegnativo e bisogna stare attenti a come ci si muove in questi ambienti.



Senza accorgermi ho preso il sentiero originale, quello nuovo, più largo e comodo, passa 200 metri più sotto e lo vedo. Tornare indietro non se ne parla, ma quell’uomo con cui sto parlando mi rassicura dicendomi di non preoccuparmi poiché più avanti i sentieri si ricongiungono.
Devo comunque rallentare e con la scusa di bere e mangiare qualcosa lo congedo, non voglio che perda tempo per me ad aspettarmi, allora mi saluta, ed io, passo dopo passo, continuo ad andare avanti.
Che sciocco sono stato, non so nemmeno come si chiama e non ho nemmeno fatto una foto con lui.
Arrivo al Col de la Coume de Bourg (2272 mt) e mi gira ancora un po' la testa.

Con calma allora proseguo su questo tratto in quota salendo e scendendo dei colli fino a prendere il sentiero che in discesa porta al Lac d'Oô. 
Con un ottimo sentiero, fin troppo largo, scendo verso il cp12 - Les Granges km440 (1139 mt) Sono le 10:00.
Pensavo a questo CP di riposarmi un po', ma penso che probabilmente l'organizzazione abbia sbagliato a calcolare i tempi dei passaggi. Aveva infatti preso in affitto dei locali del Gite di Granges solo fino a questa mattina presto e ora erano prenotati per altre persone quindi non era più disponibile.
Il CP allora è stato spostato nel prato e ridotto a un misero gazebo con dei biscotti, del salame e della Coca-Cola.

Riparto assieme a Filippo e Jonas. Filippo è italiano ma da diversi anni risiede in Svezia, mentre Jonas è svedese … quando parlano tra di loro non capisco proprio niente!

Loro hanno un passo decisamente più veloce del mio e quindi decido di rallentare per non scoppiare e sono un'altra volta solo.

Sui pianori sommitali, dopo i 2130 metri del Colle di Esquierry incontro un signore inglese che sta facendo da solo il percorso integrale del GR10 però in senso contrario al nostro.
Scambiamo due parole su cosa incontreremo dopo sul nostro cammino e ci accorgiamo che siamo più o meno a metà strada del GR10; lui è partito i primi di giugno.


I piedi mi fanno sempre più male e, in una pausa mi raggiunge Yvan un simpatico ragazzo Canadese. Proseguiamo sul traverso fino a Germ dove ci fermiamo in un bar per un gelato. Yvan si fa dare del ghiaccio da mettere sul ginocchio che gli fa male, io spoglio scarpe e calze per pulire i piedi. Yvan quando li vede si spaventa, le punte stanno diventando nere e si sono infettati. Con dell’acqua ghiacciata cerco di raffreddarli e sistemarli, Yvan intanto fa delle foto ai miei piedi. Ripartiamo e faccio fatica a camminare e allora Yvan si mette davanti a me per “fare il passo” e mi dice di non pensarci e guardare solo i suoi piedi.



Scendo fino al paese di Loudenville, a 940 metri, e poi, passando per  il Colle di Azet (1150 mt), arrivo a Bourisp dove c'è il cp13-V.Aure km463 che si trova in un teatro.
Prima di arrivare al CP mi sento chiamare, strano, come fanno a conoscermi qua?
È un ragazzo francese, un trailer, amico in Facebook, mi stava seguendo su internet e visto che stavo per arrivare a Aure è venuto a salutarmi, questo è un bel modo di utilizzare i social!
Purtroppo al CP non c’è un medico o un podologo, quindi mi devo arrangiare da solo a sistemare i piedi.
Mangio della pasta e poi vado a dormire sul palco, prima però mi metto d’accordo con Yvan e gli dico di andare avanti perché lo rallenterei, e il percorso per il prossimo CP è lungo … se riesco poi lo raggiungerò.
Da qui al prossimo CP difatti ci sono circa 50 km, dovrebbero però esserci in mezzo due rifugi di appoggio.


Riparto alla mattina verso le 4:00, ma i due rifugi in cui speravo di fermarmi, li troverò inesorabilmente chiusi. Tutto questo percorso tra i due CP è bellissimo alberi secolari moltissimi laghi e animali, come aquile e gipeti.




Su tutto questo percorso non vedrò, né davanti ne dietro, altri runners. Incontro delle persone, sono al lago di Aule dove mi fermo a mangiare della carne con patate liofilizzate. Non avendo però voglia di scaldare l'acqua, la metto fredda nel contenitore e la faccio scaldare al sole … non è il massimo!
Le vesciche ai piedi riprendono a fare male, dovrei fermarmi più spesso per fare un'adeguata pulizia.
Il GR10 passa poi tra il Lago d'Aubert e quello d'Aumar dove ci sono addirittura dei ragazzi che stanno facendo il bagno in queste acque cristalline, sono arrivati qui con la macchina penso, difatti vedo il parcheggio dove sono posteggiati anche dei Camper per l'assistenza personale.



Il sentiero prosegue su pietroni fino al punto più alto, il Col de Madonnette (2509mt).




Qui incontro due ragazzi francesi che hanno fatto la gita in giornata salendo però dalla parte opposta. Visto che stanno tornando indietro scendo con loro la prima parte sui pietroni passando ancora per due laghi alpini e la seconda parte su sentiero fino a Bareges (1300 metri) dove i ragazzi hanno la macchina così ci salutiamo e, mentre loro tornano a casa, io mi fermo in un bar a prendere un gelatone è una birra.



Il sentiero prosegue per 10 km fino a Luz dove c'è il CP14-Luz (720 mt). Non è difficile, è una lunga strada bianca che d'inverno può essere percorsa con le ciaspole, è un continuo andare dentro e fuori dalle valli che scendono dalle montagne sulla sinistra. Si potrebbe corricchiare ma sono stanco e preferisco camminare. Arrivato a Luz devo trovare il CP che si trova fuori dal tracciato del GR10, ma vuoi la stanchezza, vuoi che non vedo i segnali, mi perdo e giro più di un'ora per il paese cercando il checkpoint.
Alla fine oramai è buio e chiamo Cyril per farmi dare le indicazioni per arrivare al CP. Scoprirò poi che mancavano due segnali a due bivi, forse qualcuno ha fatto uno scherzo oppure si sono staccati da soli, sta di fatto che mi sono sentito proprio arrabbiato e stanco.



Arrivo al CP14-Luz km510 alle 21:00.


I responsabili del CP mi dicono che il percorso è cambiato, quello che passava hai 2734 metri della Bocchetta d'Osoue non è percorribile a causa delle condizioni meteo e per delle frane.
L’organizzazione ha quindi deciso di farci passare per un percorso alternativo che è a una quota più bassa e arriva al CP-15 Cauterets.
La traccia GPS quindi è inutilizzabile e ci danno delle cartine dove ci sono segnati i punti di passaggio.
Visto che oramai è buio e i segni si vedrebbero a malapena preferisco aspettare che venga più chiaro prima di partire e vado a riposare.

Alle 6:00 quando riparto si sono uniti anche gli altri italiani e Mohd Puzi (malaysiano) molto più veloce di tutti noi, però non molto pratico di gps e cartine, mi ha superato diverse volte, ma poi lo ritrovavo dietro di me che rientrava sul sentiero.
Seguendo la cartina e i segni del nuovo sentiero riusciamo senza troppe difficoltà a seguire il percorso e arrivare fino al punto più alto: i campi da sci della stazione di Luz.
Luz è vicino al Paese di Lourdes e ci sono le indicazioni per raggiungerlo, scherziamo tra di noi e diciamo che con tutto quello che mi sta succedendo dovrei farci un giro.



In questa salita chiacchiero con Luca, un ragazzo vegano, non deve essere semplice per lui trovare cosa mangiare visto che nel checkpoint ci sono solo salami e pasta alla bolognese e poi tutti i condimenti che mettono i francesi.
Per fortuna, ogni tanto, gli fanno trovare un po' di frutta e verdura altrimenti deve prendere da mangiare quello che si è portato da casa. Ai checkpoint si fa fare del riso ma deve stare attento che non lo condiscano loro!
Una lunga discesa ci porta poi a Cauterets dove c'è il nuovo CP-15 Cauterets km570.
Dopo aver mangiato partiamo ancora tutti assieme per il lago e il rifugio d'Ilhèou ancora in salita al Col d’Ilhèou (2242 mt).



 Proseguiamo poi in discesa verso il Lac d'Estaing dove inizia a piovere di nuovo e dopo altri cinque chilometri arriviamo al CP16-Estaing km589. Visto che sta piovendo decidiamo di fermarci a dormire qua.
Quando ripartiamo sono le 2:00 e sembra abbia smesso di piovere.
È buio e c'è anche una nebbia abbastanza fitta. Il percorso passa abbastanza vicino alla strada fino al Col des Bordères e scende fino al paese di Arrens Marsous.
Dal paese proseguiamo in salita ai 1525 metri del Col de Saucèd e dopo aver raggiunto la Cabane de Litor  torniamo in salita verso il Col de Torres (1800 mt). Qui mi accorgo che la mia situazione fisica sta peggiorando velocemente, faccio fatica a tenere il passo degli altri sento molto caldo e sono spossato, mi accorgo di avere la febbre e penso che il mio corpo stia combattendo contro l’infezione che ho ai piedi e non gli interessa niente di proseguire  sul sentiero per stare assieme agli altri. Alla fine con fatica arrivo al CP17-Gourette km606, sta piovendo a dirotto.
Forse dovrei fermarmi per qualche ora per sperare che la mia situazione migliori, ma, quando ripartono gli altri, mi aggrego. Dopo un chilometro però mi accorgo che non riesco ad andare avanti e non volendo essere di peso agli altri torno indietro in paese per vedere di sistemare questa faccenda … voglio arrivare fino in fondo!
Ritornato in paese trovo una farmacia con un bravo medico che mi pulisce bene le ferite e toglie l'infezione, mi dà un antibiotico da prendere tre volte al giorno, una polvere per asciugare i piedi e mi dici che devo stare fermo con i piedi all’asciutto per un po' di ore perché il tutto faccia effetto.





Mi fermo quindi in un Gite con i piedi all'aria, per scrupolo, chiamo l'organizzazione per avvertirli che sono fermo per un problema ai piedi ma che, appena potrò, ripartirò … non mi sono ritirato!
Chiaramente con questa sosta mangio bene e mi riposo sufficientemente.
Alla sera riparto e mi sembra proprio di stare meglio, non ho problemi. In mattinata arrivo al CP18-Lhers km658.



Il CP18 si trova in un campeggio; aiuto un ragazzo inglese, Robert, che ha problemi di dissenteria e non ha nessuna pastiglia per farla passare, lui pensava che con un gelato passasse tutto … gli ho dato il Dissenten.
Il tempo sembra si sia sistemato, si sta bene.
Dal campeggio di Lhers su una comoda strada sterrata senza troppo dislivello raggiungo il borgo di Lescun, è circa mezzogiorno e mi fermo a mangiare un panino.
In questo borgo ci sono delle ottime “epicerie” (drogherie) soprattutto con prodotti di apicoltura. Sul versante opposto della montagna mi addentro nella foresta . Tutta la pioggia di questi giorni ha ridotto il sentiero ad un acquitrino. Incontro una ragazza che sta facendo un trekking con i muli, mi dice che è un modo diverso di viaggiare, “con lentezza” , e in Francia c’è la possibilità di affittare gli asini addestrati per questo tipo di trekking.
In Italia vengono chiamati “Trekking Someggiati” e permettono di fare un turismo “ecologico” facendo trasportare agli animali l’attrezzatura per allestire un campo qualora  si rimanga via più giorni. È stato importato dalla Francia e dalla Svizzera.






Finito il bosco, il sentiero prosegue fino alla Cabane de la Baitch dove si può comprare il formaggio di monte.
Proseguendo sul sentiero attraverso pinnacoli di roccia calcarea e mentre sono tra il Pas d’Azuns e quello de l’Osque, trovo una forra da cui escono dei gridi acuti, con curiosità, mi affaccio e vedo che i versi sono di migliaia di pipistrelli che stanno aspettando il buio prima di uscire a caccia.


Continuando sui sentieri e le piste da sci, arrivo alla base vita BV3-La Pierre ST Martin km678 che sono circa le 18:00.




Questa volta non faccio i test perché i ragazzi del CNR sono andati all’Hendaye poiché dovrebbero arrivare i primi concorrenti.


Riesco a fare una bella doccia e poi vado dal podologo che dovrebbe aver mandato Cyril.
È bravo e sa fare il suo mestiere; mi dice che è stato fatto un buon lavoro sui miei piedi, non c’è più l’infezione, bisogna solo proteggerli con dell’abbondante crema e bendarli al meglio per poter proseguire fino all’arrivo.

Il morale mi torna alto per la notizia, mangio dei ravioli alla bolognese e verso le 20:30 riparto.  Sta per imbrunire.