lunedì 22 agosto 2016

L'importante non è la meta ma il VIAGGIO: Amici

Amici


Se non si vive un esperienza del genere non si riesce a immaginare quante persone puoi incontrare, quanti amici luoghi puoi conoscere in pochi giorni.



Con Massimo è un’amicizia che va avanti dalla Goldsteig Ultra Race, ci siamo sentiti prima di partire per organizzare il viaggio e ci sentiamo qualche volta durante l’anno.


Ho incontrato tanti vecchi amici conosciuti nelle gare precedenti.
Dal simpatico giapponese Koichi, conosciuto in Germania.
A Keri Ann e Robert Smith, una copia Neozelandese, conosciuti alla Spine Race in Inghilterra.
Il cinese che vive in Finlandia Cao Jin.
Il greco Sakis Malamidis conosciuto all'UTMB.
Il Malaisiano Puzi Dolah Mohd.
Il forte portoghese Joao Colaco.
Gli spagnoli Eugeni Sole e Joel Casademont.
Gli italiani Marta Furlanetto e Giuseppe Grange conosciuti durante il TOR.

Con queste persone si intrecciano i ricordi e le esperienze nelle diverse gare vissute assieme e ci si racconta delle nuove avventure non solo nel campo sportivo.

Poi ci sono i nuovi amici conosciuti in questa edizione della Transpyrenea; dagli italiani Efrem, Luca, Vittorio, Maurizio, Filippo, Fabio .. e Roberto Zanda un super atleta del deserto. Molti francesi con cui ho condiviso diverse parti del percorso come Laurent, Pierre, Xavier,Cristhopher, Franck, Alexander.

Come anche le persone che senza fare la corsa comunque seguivano qualcuno come Marco il figlio di Marta che è stato molto gentile nell’aiutarmi quando ne avevo bisogno e Federico il cameraman di Roberto, o Philippe e Catherine gli amici di Pierre.

E poi che dire degli organizzatori e dei volontari , a partire da Cyril una persona con un’esperienza notevole nell'organizzare queste corse. Il gruppo di Svedesi che aveva il compito di gestire tutti i controlli i passaggi e i checkpoint.

I volontari come Lupita o Florence che mi hanno dato una mano per recuperare e preparare le cose che mi mancavano. quelli conosciuti lungo il percorso come Bernard e sua moglie, Monique, tutte persone molto in gentili e disponibili per aiutarti, e pensare che devono essere sempre pronti 24 su 24 per tre settimane.

Senza dimenticare le persone incontrate per caso lungo, come due ragazze che stavano facendo una parte del GR10 che abbiamo incontrato mentre pioveva a dirotto, con uno zaino ancora più grosso del nostro che conteneva di tutto e di più.

Come l'inglese che ho incontrato a metà degli GR10, lui lo stava percorrendo al contrario era partito il 11 giugno.
Quell’anziano incontrato con i suoi due border collie alla mattina presto sopra Lucon, con cui abbiamo condiviso un tratto del percorso. Alla fine andava più veloce di me e ogni tanto doveva aspettarmi, e intanto per farmi riposare si fermava e mi raccontava di tutte quelle montagne che vedevamo di fronte a noi.

Noi italiani abbiamo una particolarità rispetto agli altri, quanto parliamo gesticoliamo molto per spiegare quello che vogliamo dire e in questo modo a farci capire da tutti; certe volte mi è capitato di dover fare da interprete tra diverse lingue, e pensare che non ne conosco nemmeno una.


Non posso nemmeno dimenticare tutti gli amici vecchi e nuovi dei Social Network i quali mi hanno sostenuto per tutto il cammino, era un vero piacere, quando avevo la connessione, leggere tutti i messaggi di incitamento, ti davano la carica giusta.

Dal punto di vista umano è stata un'esperienza fantastica.